Alle 23, in un luna park d’estate, il rumore di fondo è sempre lo stesso: musica sparata dagli altoparlanti, voci che si accavallano, monetine, luci intermittenti, bambini che tirano i genitori per la mano. È il paesaggio ordinario delle vacanze italiane. Proprio per questo la tragedia che si è consumata a Spotorno, nella serata di giovedì 16 luglio 2026, ha il peso di uno strappo improvviso: in mezzo al divertimento, un ragazzo di appena 15 anni, originario di Saronno, si è accasciato dopo essere stato colpito, secondo le prime ricostruzioni, da una scossa elettrica mentre stava usando un punchingball al luna park. Trasportato in condizioni disperate all’ospedale San Paolo di Savona, è morto la mattina successiva.
La notizia, rilanciata nelle prime ore del mattino di venerdì 17 luglio, ha immediatamente cambiato il volto della località rivierasca. Il punto non è soltanto la dinamica dell’incidente, ancora da chiarire in ogni suo passaggio, ma il contesto in cui è avvenuto: un’area destinata al tempo libero, frequentata da famiglie e turisti, dove nessuno immaginerebbe di dover assistere a una corsa contro il tempo per strappare un adolescente alla morte. Le informazioni al momento convergono su un dato essenziale: il ragazzo si trovava in vacanza in Liguria con un amico e con i genitori dell’amico quando si è verificato l’incidente.










