Parla l’avvocata Michela Zangheri che ha seguito nel processo di separazione Tania Sperandio, la 63enne uccisa a martellate a Mulazzano dall’ex marito Mario Bonifazi: “Le parlai dei rischi. Le dissi che la vicinanza avrebbe potuto consentire il protrarsi di dinamiche di controllo e che, forse, la soluzione migliore sarebbe stata costruire due vite davvero separate”.
Tania Sperindio.
"Sognava la normalità. Leggere un libro in pace. Fare una gita con le amiche. Poter uscire senza sentirsi giudicata. Vivere una casa che non fosse più il luogo della paura delle parole, del controllo, dell’umiliazione quotidiana". A parlare è Michela Zangheri, avvocata e componente di ND noidonne, che ha seguito nel suo percorso di separazione dall'ex marito Tania Sperandio, la 63enne uccisa a martellate a Mulazzano, nel comune di Coriano (Rimini), lo scorso 15 luglio da Mario Bonifazi, 71 anni: il loro matrimonio era finito da circa da tre anni.
In una intervista al Resto del Carlino, la legale ha raccontato i momenti difficili della separazione tra i due. "Tania continuava a preoccuparsi anche dell’uomo da cui aveva scelto di separarsi – ha spiegato Zangheri – . Sapeva delle sue fragilità. Per questo volle trovare una soluzione che gli consentisse di restare nella casa e nella campagna che rappresentavano tutto il suo mondo. Scelse di dividere quella villa in due abitazioni autonome, convinta che quella fosse la strada meno dolorosa per tutti, per i loro figli, per lui. Le parlai dei rischi. Le dissi che la vicinanza avrebbe potuto consentire il protrarsi di dinamiche di controllo e che, forse, la soluzione migliore sarebbe stata costruire due vite davvero separate. Lei mi ascoltò. Ma era fatta così. Come tante donne vittime di relazioni violente o profondamente oppressive, riusciva a vedere anche la sofferenza dell’altro". L'ex marito l'avrebbe uccisa al culmine dell'ennesima lite scoppiata pare per la vendita della casa di famiglia. L'aggressione si sarebbe consumata nel locale caldaie, dove la donna è stata colpita alla testa e in altre parti del corpo – più volte – con un oggetto contundente, verosimilmente un martello, poi sequestrato dai carabinieri. Bonifazi si trova al momento in carcere, accusato di omicidio aggravato, dopo aver trascorso la notte nella caserma dei carabinieri di Riccione. Davanti al pm Paola Bonetti si è avvalso della facoltà di non rispondere. Era stato proprio lui a chiamare i carabinieri, affermando di aver ucciso la ex moglie. Attesa per l'autopsia che verrà svolta nei prossimi giorni e che potrebbe fornire dettagli importanti agli inquirenti per ricostruire l'esatta dinamica di quanto successo.










