La stagione degli incendi boschivi in Italia continua ad anticipare i propri tempi. Se fino a pochi anni fa i mesi più critici coincidevano quasi esclusivamente con l’estate, oggi i roghi si sviluppano con frequenza crescente già in primavera e, in alcuni casi, perfino durante l’inverno. È il quadro che emerge dal rapporto “Italia in fumo 2026”, diffuso da Legambiente, che analizza l’andamento dei primi mesi del 2026 e mette a confronto i dati con quelli registrati nel 2025.
Secondo l’associazione ambientalista, l’aumento delle temperature e gli effetti della crisi climatica stanno modificando la distribuzione temporale degli incendi, rendendo sempre più esteso il periodo di rischio, ben prima dell’avvio ufficiale della stagione Antincendio Boschivo (AIB), fissata quest’anno dal 15 giugno al 15 ottobre 2026.
I numeri del 2026: incendi in aumento del 36%
I dati raccolti da Legambiente fotografano un’accelerazione significativa del fenomeno. Dal 1° gennaio al 15 giugno 2026 sono stati censiti 469 incendi, contro i 344 registrati nello stesso periodo del 2025. L’incremento è pari al 36,3%.
Sul fronte delle superfici percorse dal fuoco, il bilancio è altrettanto rilevante: sono andati distrutti 9.545 ettari, un’estensione che corrisponde a circa 13.368 campi da calcio.










