DOLE – Il Tour de France 2026 affronta la tappa più lunga di questa edizione, ben 205 km. La carovana si muoverà nell’est della Francia, da Dole a Belfort. Nei Vosgi si deciderà la frazione, sui due Gran premi della Montagna posizionati nella parte finale della tappa. Tappa adatta a fughe, ma Pogacar potrebbe farsi ingolosire da questa nuova occasione.

Si parte da Dole, nel Giura. Subito 130 km patti prima de ltraguardo volante di Mélisey (km 137,8 di gara), a casa del grande ex Thibaut Pinot. La strada inizierà a salire, verso il Col des Croix (5,1 km al 4,8 per cento), la cui ascesa terminerà a poco meno di 50 km dal traguardo. Entrati nel Dipartimento dei Vosgi si torna a salire sul mitico Ballon d’Alsace, una delle montagne simbolo del Tour, un’ascesa di 8,9 chilometri, con una pendenza media del 6,9 per cento. Il Gpm sarà posto a 30 chilometri dall’arrivo: da lì in poi sarà in pratica tutta discesa fino al traguardo di Belfort.

La storia

Il celebre Leone di Belfort, scolpito da Frédéric Auguste Bartholdi, ha visto passare numerosi campioni nel corso della lunga storia della città al Tour de France, iniziata nel 1907. L'ultimo è stato Tadej Pogacar, vincitore della tappa del Tour 2023 partita proprio da Belfort con arrivo sul Markstein. Nel 2012, in una tappa partita da Belfort, Thibaut Pinot andò a conquistare la sua prima vittoria di tappa al Tour de France, imponendosi a Porrentruy, in Svizzera. Il Ballon d’Alsace è una montagna storica del Tour: la prima scalata avvenne nel 1967, meno di una settimana prima della morte di Tom SImpson. Il grande campione inglese arrivò 5° quel giorno a 19” da Lucien Aimar.