Per secoli è rimasta in un luogo invisibile, uno spazio stretto e silenzioso, nascosto tra il muro occidentale del Tempio Capitolino e il possente muro di sostruzione che tratteneva il colle Cidneo. In quel corridoio tecnico, destinato a non essere visto né frequentato, il 20 luglio 1826 è stata ritrovata la Vittoria Alata, tra i capolavori in bronzo romani meglio conservati al mondo. L’apertura dell’intercapedine che da cui è riemerso il mito della Vittoria Alata è uno dei momenti delle celebrazioni del bicentenario del ritrovamento, avviate ieri fino al 20 luglio. Ideato e promosso da Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, da Ateneo di Brescia, con Cavallerizza – Centro Italiano della Fotografia, Mo.Ca, e la collaborazione tecnica del Ctb, il palinsesto comprende la mostra “La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza“, da oggi (ingresso gratuito) all’1 novembre, con opere di 40 rappresentanti della fotografia.