Il tentativo di truffa ai danni dell’ischitana Angela Di Meglio, 85 anni, si era consumato nella mattinata di martedì. A impedire che il raggiro andasse a buon fine era stato il tempestivo intervento della figlia, che aveva immediatamente allertato le forze dell’ordine. A distanza di poche ore, però, l’attività investigativa dei carabinieri della compagnia di Ischia, guidati dal capitano Giuseppe Giangrande, ha consentito di fare piena luce sull’episodio, portando alla denuncia dei due presunti incaricati di ritirare il denaro dalla vittima. Fino alla scoperta del sofisticato sistema messo in piedi dal clan delle truffe: i ragazzi reclutati e inviati a ritirare il bottino al posto dei complici adulti.
La spedizione dei minori Si tratta di due minorenni, di 15 e 16 anni, residenti rispettivamente a Torre Annunziata e Napoli, arrivati sull’isola con un compito ben preciso: raggiungere l’abitazione dell’anziana dopo la telefonata dei complici e ritirare contanti e preziosi. Secondo la ricostruzione dei militari, i due facevano parte del collaudato sistema utilizzato dalle organizzazioni specializzate nelle truffe agli anziani, dove i telefonisti preparano la vittima e altri soggetti provvedono materialmente alla riscossione del bottino. Sono stati naturalmente denunciati all’autorità giudiziaria. Tutto era iniziato intorno a mezzogiorno, quando il telefono dell’anziana aveva squillato. Dall’altro capo della cornetta un uomo si era presentato come un ispettore di polizia, sostenendo di chiamare dalla stazione di San Ciro, in via delle Terme. «Mi ha detto che con la targa della mia macchina era stata fatta una rapina a Napoli e che noi saremmo finiti nei guai perché risultava intestata a me, che la mia targa era stata clonata», racconta Angela Di Meglio, ripercorrendo quei momenti con lucidità. Da quel momento era iniziata una conversazione costruita per alimentare paura e disorientamento. I truffatori avevano rivolto alla donna una lunga serie di domande sui familiari, chiedendole se i figli avessero avuto problemi con la giustizia o con la droga, se in casa fossero custodite armi e, infine, se conservasse denaro contante. La testimonianza «Veramente ci ero cascata perché mi sono fatta prendere un po’ dal panico, non ho più ragionato bene», ammette l’85enne, spiegando come la pressione psicologica esercitata dagli interlocutori le avesse impedito di riflettere con lucidità. Seguendo uno schema ormai consolidato, i falsi appartenenti alle forze dell’ordine le avevano spiegato che sarebbe stato necessario verificare il denaro custodito nell’abitazione, poiché avrebbe dovuto essere confrontato con quello proveniente dalla presunta rapina. Alla donna era stato quindi chiesto di raccogliere il contante e gli oggetti preziosi in attesa dell’arrivo di un incaricato. «Mi hanno chiesto con precisione quanti soldi avessi in casa, perché se durante il controllo ne avessero trovati più di quelli che avevo dichiarato sarei finita nei guai», ricorda ancora la vittima. In realtà il piano era già nella fase operativa. Mentre l’anziana veniva trattenuta al telefono, i due giovani avevano già ricevuto le indicazioni necessarie per raggiungere l’abitazione e completare il raggiro. Secondo quanto accertato, Angela Di Meglio aveva già raccolto circa seimila euro in contanti, denaro che conservava in casa per pagare gli operai impegnati in alcuni lavori di pittura. L’intera operazione, però, è stata interrotta dall’arrivo della figlia. Le ricerche hanno consentito di rintracciare poco dopo i due minorenni. La paga Durante il controllo i carabinieri hanno trovato nelle loro disponibilità 180 euro, ritenuti il rimborso delle spese sostenute per raggiungere Ischia. Ancora più significativi gli accertamenti effettuati sui telefoni cellulari, dove erano stati salvati su Google Maps indirizzi e punti di interesse “pinnati”, corrispondenti ai luoghi in cui avrebbero dovuto recarsi per ritirare il denaro. Negli zaini i militari hanno inoltre rinvenuto una placca e tesserino falsi della Polizia di Stato, materiale che sarebbe servito a rendere credibile la messinscena.








