Se n’è andato in silenzio, con quella straordinaria e composta discrezione che ha contraddistinto un'intera esistenza passata lontano dai riflettori e interamente votata al bene dei suoi pazienti. La scomparsa improvvisa di Bruno Massidda, spentosi all'età di 84 anni, lascia un vuoto incolmabile nel mondo della sanità.

Oncologo di fama internazionale, Massidda è stato il pioniere che ha tracciato la strada della lotta contro i tumori in Sardegna, fondando l'oncologia medica isolana fin dagli anni Settanta insieme ai colleghi Pellegrini e Mascia. Nato nel 1942, era figlio del microbiologo Antonio Massidda, storico collaboratore del professor Giuseppe Brotzu. Laureatosi a Cagliari nel 1966, scelse di dedicare la vita a una branca allora quasi inesplorata nell'isola, firmando il suo capolavoro clinico e organizzativo con la nascita dell’Ospedale Oncologico di Cagliari insieme ai professori Pellegrini, Massenti e Tarquini.

Il legame con la sua Monserrato si è consolidato nel 2000 con l'apertura del reparto al Policlinico Universitario "Duilio Casula", guidato con la dottoressa Teresa Ionta, sua storica collaboratrice per oltre quarant'anni. Sotto la sua guida come professore ordinario, si è formata la stragrande maggioranza degli oncologi sardi. Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, univa l'alto valore della scienza a una straordinaria etica, tanto da non fare mai attività privata per non ricevere denaro dai malati.