Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato un’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia a Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, condannato ieri, 15 luglio, a 14 anni e 9 mesi per aver per ucciso nell’aprile del 2021 due rapinatori - ferendo un terzo uomo - inseguendoli mentre erano in fuga dopo l'assalto al suo negozio. Secondo i giudici, a mancare sarebbe stato proprio il requisito dell'attualità del pericolo richiesto dall'articolo 52 del Codice penale.Appena ieri sera, il gioielliere aveva annunciato con un video l’imminenza della sua costituzione in carcere. "È finita" ha esordito nel videomessaggio social: "Sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari prima di costituirmi in carcere". E continuava: "Ho preso atto che i giudici di Roma hanno voluto condannarmi a 14 anni e 9 mesi di reclusione come nei giudizi precedenti, quindi hanno voluto darmi l'ergastolo". Un annuncio, ma anche un appello: "Adesso dovrò passarvi il testimone, per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità sempre più dilagante. Quindi un grande abbraccio a tutti voi, sarete la mia voce".La voce di alcuni esponenti del governo si era da subito levata in sua difesa. "Non è giustizia quella che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e che si è difeso e ha difeso se stesso sua moglie e sua figlia da dei rapinatori - ha commentato Matteo Salvini -. Conto che l'intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero, perché dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto".Così è stato. Sempre in mattinata, è scattata la raccolta firme indetta dai capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d'Italia, Udc, Maie-Centro Popolare per richiedere al Ministero di Giustizia la grazia a Mario Roggero. "Riteniamo - si legge in una nota congiunta - che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all'ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto". Post di solidarietà, e d’appello, anche da parte del ministro della Difesa Guido Crosetto. Secondo cui sul caso Roggero deve essere "esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa". Stando al ministro, da anni ci sarebbe "una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle" e sarebbe stato "consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, per questo ciò che è accaduto a Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare".