Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa più grande miniera di rame e oro del Pakistan gestita da operatori cinesi rischia di sospendere le attività a causa del peggioramento dell'insurrezione nella provincia del Balochistan. Lo riferisce il quotidiano britannico "Financial Times", che ha visionato una lettera inviata da Saindak Metals Limited al ministero dell'Energia pakistano. Nel documento, datato 29 giugno, l'amministratore delegato della società avverte che la situazione dell'ordine pubblico nella provincia ha "gravemente colpito" il trasporto dei carichi essenziali per il progetto e che, se le difficoltà proseguiranno, le operazioni della Saindak Copper-Gold Project potrebbero diventare insostenibili "entro un mese" per mancanza di materiali produttivi e supporto logistico.

Saindak, la maggiore miniera attiva di rame e oro del Pakistan, è stata concessa nel 2001 alla società' statale cinese Metallurgical Corporation of China, che la gestisce in joint venture con l'azienda pubblica pakistana Sml. Quasi tutta la produzione, che lo scorso anno ha rappresentato la maggior parte dei circa 750 milioni di dollari di prodotti in rame esportati dal Pakistan, è destinata alla Cina. Secondo il quotidiano britannico, il problema principale riguarda i trasporti stradali, diventati "sempre più pericolosi" a causa degli attacchi. Il Balochistan, regione sud-occidentale al centro di importanti investimenti cinesi nell'ambito della Belt and Road Initiative, è teatro da anni di un'insurrezione separatista: attentati recenti hanno causato decine di morti, mentre Islamabad accusa l'intelligence indiana di sostenere i militanti, accusa respinta da Nuova Delhi.