Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiVa introdotto lo ius soli e ci vuole un patto per spendere il 5 per cento del Pil in spese per la difesa, chiunque sia a vincere le elezioni.
L’intervista di Francesca Schianchi a Pier Ferdinando Casini, sulla Stampa, è così sorprendente, in generale, che non si può ignorarla. Inaccettabile, per chi sulla questione migranti ha vinto le elezioni e ora rischia di perderle sull’onda del tema della remigrazione. Davvero inconcepibile, per chi vede come il fumo negli occhi l’utilizzare i soldi per il riarmo, anziché regalarli in reddito di cittadinanza e superbonus. Sullo ius soli, ha ricordato di averlo proposto già 20 anni fa da presidente della Camera e di non aver destato alcun scandalo, allora. Oggi Casini aggiunge: «Se l’Europa non lega il proprio destino ai nuovi europei, rischia uno squilibrio da cui sarà difficile uscire». Sui rimpatri invece, precisa: «Se si parla di delinquenti è un conto. Ma se lo si vuole imporre come concetto ideologico, è contrario non solo ai nostri valori, ma anche ai nostri interessi». Quando parliamo di immigrati dovremmo «pensare alla nostra storia, essere più generosi e meno spocchiosi». Sulle spese per la Nato, Casini non si fa alcun problema ad affermare in controtendenza che «su questo Trump ha ragione» e che con i precedenti presidenti americani «noi abbiamo fatto finta di non sentire». Perciò, dobbiamo assumerci impegni che «non possiamo rimangiarci ad ogni cambio di governo».







