Non solo non ha timori reverenziali, ma Insta360 si permette lo "sgarro" di passare davanti alla rivale DJI lanciando per prima la pocket camera a doppia ottica. Luna Ultra si ispira molto al modello delle Osmo Pocket ma sa andare anche oltre. E, con gli ultimi firmware, ha raggiunto una solidità e una maturità non certo da opera prima. La nostra prova esplora nel dettaglio i tanti pregi e qualche limite di questa incredibile videocamera da taschino.

di

Gianfranco Giardina

Luna Ultra: si chiama curiosamente con un nome "italiano" l'ultima importante creatura di Insta360, il prodotto con il quale scaglia il proprio attacco frontale a DJI, società che oramai è stata messa nel mirino in una lotta tutta cinese.La Insta360 Luna Ultra è chiaramente ispirata alla DJI Osmo Pocket, giunta oramai alla quarta generazione, e trae più di qualche elemento dal reverse engineering delle 4 generazioni del prodotto concorrente che da 8 anni oramai domina questo mercato. Ma Insta360, si capisce subito, vuole fare un salto in avanti rispetto ai risultati già ottenuti dalla più celebre gimbal camera alzando non poco l'asticella, per lo meno fino al livello e oltre rispetto alla Osmo 4P, la versione "professionale", che DJI si appresta a lanciare nelle prossime settimane e che di fatto la Luna Ultra ha "bruciato" con un lancio anticipato nel tempo.