La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la legge sull’amnistia per gli indipendentisti catalani approvata dal Congresso spagnolo nel 2024 è compatibile con le norme europee. La decisione aumenta le probabilità di un ritorno in Spagna dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont, che nel 2017 organizzò il referendum illegale per l’indipendenza dalla Spagna, ancora oggi una delle questioni più rilevanti e controverse nel paese. Da allora Puigdemont vive all’estero per sfuggire alla giustizia spagnola, che lo persegue per il suo ruolo nel referendum, e finora gli ha negato l’amnistia. La decisione comunque non ha conseguenze immediate.
La Corte, che ha sede in Lussemburgo, doveva esprimersi su due richieste preliminari da parte della Corte dei conti spagnola e della Audiencia nacional, un tribunale con giurisdizione in tutta la Spagna, che avevano espresso dubbi sulla compatibilità della legge con le norme europee. La prima aveva rinviato alla Corte di giustizia europea il compito di stabilire se la spesa pubblica per il referendum del 2017 avesse danneggiato gli interessi finanziari dell’Unione; la seconda invece di verificare che la legge non violasse le direttive europee legate al terrorismo, reato di cui erano accusati alcuni membri dei Comitati di Difesa della Repubblica, cioè i gruppi indipendentisti catalani nati per sostenere il referendum. In entrambi i casi la Corte ha dato risposta negativa.










