Teheran, 16 luglio 2026 - La tregua firmata il 17 giugno da Stati Uniti e Iran non regge. Nelle ultime ore lo scontro militare ha raggiunto nuovi livelli di intensità. Gli Stati Uniti hanno colpito siti strategici iraniani, tra cui centri di comando, difese aeree e siti missilistici. L'Iran ha risposto con attacchi mirati su strutture statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania.

Teheran ha minacciato di prendere di mira le infrastrutture dei Paesi del Golfo se gli Stati Uniti dovessero attaccare quelle iraniane. Il portavoce del quartier generale militare iraniano ha affermato che se gli Stati Uniti dovessero dare seguito alle minacce di colpire ponti e centrali elettriche in Iran, "tutte le infrastrutture della regione" saranno "distrutte sotto il maglio d'acciaio" delle forze armate iraniane.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, i pasdaran, hanno dichiarato di aver colpito una base aerea statunitense in Giordania con missili balistici, in risposta a quello che hanno descritto come un attacco Usa nei pressi di un ospedale oncologico pediatrico in Iran.

Intanto lo stallo su Hormuz condiziona sempre di più i mercati globali. La ripresa delle ostilità ha quasi azzerato il traffico civile non iraniano nello Stretto, con i mercantili rimasti che navigano a transponder spenti nel tentativo di sfuggire ai radar dei Pasdaran.