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La Lega dei club della massima serie avrebbe voluto Conte, i giornalisti si interrogano sulla possibile nomina a sorpresa. Clima tutt'altro che ideale per la ripartenza azzurra
L'aria di ripartenza della nazionale rischia già di non essere più così fresca. Se il giudizio generale era stato quasi unanime su Giovanni Malagò come presidente federale e soprattutto su Paolo Maldini come direttore tecnico, il possibile arrivo di Andrea Pirlo in panchina spacca critica, tifosi e commentatori.
Così come le istituzioni del calcio: mentre Malagò, Maldini e l'advisor Leonardo accelerano per incontrare l'ex regista campione del mondo nel 2006, la Lega di Serie A si interroga. Non è un mistero che, dopo Malagò, i club della massima serie avrebbero visto in Antonio Conte l'uomo ideale per succedere a Gattuso e all'interregno di Baldini. Per loro, Pirlo è una scommessa eccessiva in questo momento storico, dopo tre qualificazioni mondiali fallite.
Insomma, altro che tutti uniti. Il rischio è quello di ricominciare con divisioni interne già note e forse ancora più marcate rispetto al passato. La nuova Figc prosegue lo stesso per la sua strada e anzi accelera, con l'obiettivo di arrivare alla fumata bianca per il nuovo ct entro l'inizio di settimana prossima per poi presentarlo all'assemblea con gli stessi club di Serie A il prossimo 23 giugno. Con tanto di organigramma definito, difficile dire rinnovato perché si potrebbe rivedere l'ex capo delegazione Gigi Buffon (stavolta come team manager?) dopo il tracollo di Zenica.















