Avrebbe dovuto tornare a casa, dai genitori, tra una decina di giorni. A Genova era arrivato il 5 luglio nell’ambito di un percorso di formazione post laurea Erasmus+. T.B., francese di 24 anni, è stato trovato morto nella sua stanza, in un appartamento dove viveva temporaneamente con altri tre coetanei, nella mattinata di martedì. Un decesso dai contorni ancora da chiarire, e per cui non si esclude alcuna ipotesi, sul quale la procura di Genova ha aperto un fascicolo per “morte come conseguenza di altro reato”.

Cosa è successo A trovare il giovane, già privo di vita, un referente del piano Erasmus+ che era entrato nella sua stanza per svegliarlo, visto che sapeva che avrebbe dovuto presentarsi a un appuntamento. T. B. era nel suo letto, vestito con gli stessi abiti con i quali la sera prima aveva partecipato a una festa. I coinquilini lo avevano visto rientrare e, a quanto hanno raccontato agli inquirenti, non sembrava alterato o in difficoltà. All’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine la stanza del 25enne era in ordine. Su di lui non sono stati riscontrati segni di violenza. L’esame autoptico disposto dalla pm Paola Crispo potrà chiarire se la morte sia legata a qualche sostanza assunta durante la festa o nelle ore precedente o se il ragazzo sia stato vittima di un malore, un infarto o di una patologia congenita di cui non era a conoscenza. I carabinieri coordinati dal colonnello Marco Alesi hanno sequestrato un blocco note con un lungo scritto opera probabilmente del 24enne, una sorta di diario. Sarà tradotto nelle prossime ore e potrà aiutare a capire se abbia senso l’ipotesi di un gesto estremo, non ancora scartata. T.B. abitava a Marsillargues, un piccolo Comune nel sud della Francia, nella zona di Montpellier e partecipando a uno stage professionale organizzato dall’associazione transalpina Viramonde in partenariato con il circolo Arci SolidEre, che ha sede a Genova. L’appartamento, in via Gramsci 1, nel centro storico, a pochi passi dall’Acquario, era stato messo a disposizione dal progetto, che avrebbe dovuto durare tre settimane ed era rivolto ad aspiranti educatori e animatore. Le forze dell’ordine sono riuscite ad avvertire la madre del ragazzo solo nella giornata di ieri, attraverso l’intermediazione del consolato. No comment al momento dai responsabili dell’associazione Viramonde e del circolo Arci SolidEre.