La morte di Francesco de’ Medici è un autentico giallo storico. Ufficialmente, il Granduca di Toscana – mecenate e padre della regina Maria di Francia – morì di malaria nel 1587, dopo 11 giorni di febbre alta, seguito ad appena 24 ore di distanza dall’amata moglie Bianca. Ufficiosamente, però, si pensò sin da subito ad un omicidio: un avvelenamento ordito dal fratello minore Ferdinando, intenzionato a succedergli. Nei secoli sono fiorite ipotesi e ricostruzioni, anche fantasiose, sulle reali cause della morte di Francesco. La risposta definitiva potrebbe arrivare finalmente dallo studio del Dna antico: una ricerca pubblicata su iScience ha analizzato diversi campioni di materiale genetico risalente all’epoca di Francesco de’ Medici, compreso quello del Granduca, confermando che il killer fu con ogni probabilità il Plasmodium, agente causale della malaria.
Le ricerche precedenti
Non è la prima volta che la scienza moderna tenta di risolvere il giallo della morte di Francesco. I primi ad occuparsene furono i ricercatori dell’Università di Firenze guidati dal tossicologo Francesco Mari, che in uno studio del 2006 stabilirono come probabile causa del decesso l’avvelenamento da arsenico, dopo aver studiato diversi indizi, tra cui i resti delle viscere di Bianca Cappello (seconda moglie di Francesco, deceduta il giorno dopo il marito) e i presunti peli della barba del Granduca.











