Non aprirà entro l’anno il tempio del Valadier. La conferma arriva dal sindaco Marco Filipponi che però spiega al Carlino come i fondi siano stati individuati. "Abbiamo avviato le procedure per la messa in sicurezza della parete – spiega il primo cittadino – i fondi ci sono, ma gli uffici stimano i tempi di progettazione, approvazione progetto da parte dell’autorità di bacino centrale (Aubac) ed esecuzione intervento in un arco temporale che va dai 6 agli 8 mesi". L’obiettivo è quindi riaprire il sentiero e quindi il tempio "per la prossima primavera". Per la causa "sono stati stanziati 198mila euro dell’avanzo di amministrazione anno 2025" spiega ancora Filipponi. Una svolta attesa, che mette una pietra sopra alle incertezze economiche, ma che costringerà a rassegnarsi a una lunga stagione di chiusura. Lo straordinario santuario incastonato nella roccia, uno degli scorci più iconici e fotografati delle Marche, rimarrà sbarrato per tutto l’autunno e l’inverno. L’ordinanza sindacale del 17 marzo, firmata dopo la relazione del geologo Giovanni Borri che evidenziava un "elevatissimo rischio idrogeologico nella zona", resterà in vigore ancora a lungo. Troppo alto il rischio di distacco di materiale lapideo sul camminamento pedonale per rischiare. La notizia dello stanziamento dei fondi mitiga in parte la delusione di turisti e operatori economici. Negli ultimi mesi, la chiusura forzata del sito — per giunta diventato a pagamento a 6 euro negli anni scorsi — ha creato non pochi malumori e un inevitabile effetto domino sulle vicine Grotte di Frasassi. Senza contare i disagi alla viabilità per il senso unico alternato vicino all’ingresso delle grotte stesse. Ora, lo stanziamento di quasi 200mila euro traccia una strada definita per restituire al mondo un capolavoro unico.
Tempio bloccato per rischio frane: riapre tra 8 mesi
Genga, l’opera del Valadier potrà tornare a essere visitata dopo i lavori di messa in sicurezza. Il sindaco Filipponi: "Trovati i fondi"






