CERVIGNANO - «Le bombe non conoscono la nazionalità e la cultura: questo è l’unico grande motivo che mi ha spinto a partire e a tornare in questo Paese che io amo follemente». Amedeo Lovisoni, 34enne di Cervignano del Friuli, è tornato per la 12esima volta in Iran. Un viaggio speciale il suo perché un mese e mezzo fa è partito con la sua motocicletta per raggiungere il sito archeologico di Ai-Khanoum in Afghanistan, nel cuore di quelli che erano un tempo i regni greco-battriani. Attraverso i suoi canali social “offroadhistory”, dedicati agli appassionati di storia e filosofia mediorientale e centroasiatica, racconta di civiltà scomparse, culture millenarie e luoghi affascinanti, difficili da raggiungere e poco conosciuti in Occidente.

L’ESPERIENZA «È la dodicesima volta che sono qui - racconta -. Nonostante tutti i suoi problemi e le sue difficoltà, l’Iran merita di essere scoperto, viaggiato e attraversato da Nord a Sud. È una di quelle nazioni che ti riempie il cuore di passione e di amore per la poesia, la cultura, la storia e l’architettura. D’altra parte, è una delle grandi culle della civiltà». I rischi, considerando l’attuale conflitto con gli Usa e Israele, non mancano ma Amedeo conferma di essere sempre stato accolto dagli iraniani e di non essersi mai sentito in pericolo, nemmeno nei posti di blocco della polizia e dei Guardiani della Rivoluzione. «Come da tradizione - sottolinea -, questo popolo accoglie il viaggiatore o il pellegrino in una maniera così calorosa che è difficile raccontare a chi non l’ha sperimentata in prima persona. La gente è entusiasta di vedere che qualcuno è tornato a viaggiare nella loro terra, di cui sono straordinariamente orgogliosi e fieri, e mi ringraziano di non credere costantemente alle bugie amplificate a dismisura su questo Paese». LA TESTIMONIANZA Amedeo si rende perfettamente conto che viaggiare da storico, o farlo da giornalista, sono due cose completamente diverse. Tra le tante cose che sta documentando, ha voluto mostrare alcune realtà dove la tolleranza religiosa e il rispetto tra fedi è garantita anche nella Repubblica Islamica dell’Iran. Recentemente, infatti, ha visitato il mausoleo biblico di Ester e Mordecai ad Hamadan nell’antica Ecbatana: uno dei siti ebraici più importanti al mondo nel quale il rabbino locale gli ha aperto la porta mostrando le più antiche tombe e la sinagoga e creando un momento mistico impreziosito dalla lettura dei dieci comandamenti in ebraico. «Un luogo - racconta Lovisoni - che ricorda come la storia dell’Iran sia stata anche la storia di ebrei, persiani e culture che per secoli hanno convissuto e convivono nella stessa terra, sfuggendo alle logiche di divisioni tanto care al mainstream. L’Iran non è antisemita come ci raccontano: è antisionista e antiisraeliano. Da 2500 anni il mausoleo di Ester e Mordecai è sacro alla comunità ebraica, che non ha mai lasciato queste terre dalla cattività babilonese». LA REALTÀ Sempre per mostrare come in Iran convivano culti e fedi differenti, Lovisoni è andato nel quartiere armeno di Nuova Julfa, a Isfahan, dove sorge la Cattedrale di Vank. «In realtà la difesa delle minoranze in Iran è istituzionalizzata - conclude -. Infatti in Parlamento due seggi sono riservati per la comunità cristiana armena, uno per quella ebraica, uno per l’assira e uno per quella zoroastriana. Sono dovuto venire nella Repubblica Islamica dell’Iran per spiegare ai teorici della remigrazione e dell’odio cos’è la convivenza religiosa».