HomeMilanoCronacaBosco della droga, un'altra vittima: “Aveva provato a uscirne, anche con l’aiuto della mamma. Ma quel richiamo è stato più forte”Un uomo di 33 anni residente a Genova trovato morto per overdose: l’allarme è stato dato da un altro habitué. Il ricordo dello psicologo Simone FederLa stazione di Milano RogoredoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano, 16 luglio 2026 – Un’altra croce a Rogoredo. Ieri notte non c’è stato nulla da fare per un uomo che era a terra, immobile, in via Sant’Arialdo, meta di “fantasmi“ perennemente a caccia di dosi di eroina e cocaina. A dare l’allarme alle 3 è stato un habitué del bosco: “Presto, venite subito” ha detto ai vigilanti fuori dalla stazione, facendo scattare la macchina dei soccorsi.
Ma una volta sul posto, gli operatori di Areu non hanno potuto far altro che constatare il decesso. In via Sant’Arialdo anche la polizia. E non sembrano esserci dubbi sull’origine della morte: overdose.
Il profilo
L’uomo si chiamava Giuseppe Romeo e aveva 33 anni. “Non era un frequentatore assiduo di Rogoredo, da molti mesi non lo si vedeva più. Era una delle tante anime fragili che il bosco ha accolto e che, troppo spesso, il mondo dimentica. Come tanti ragazzi e ragazze, aveva provato più volte a rialzarsi, a trovare una strada diversa, a uscire da quel dolore che lo teneva prigioniero. Ma alla fine la sua fragilità ha avuto il sopravvento”, sottolinea Simone Feder, lo psicologo che coordina il “Team Rogoredo“ per tendere una mano agli invisibili. E Giuseppe era uno di loro. Inghiottito dal buio della droga. Residente a Genova, a Rogoredo veniva attratto da un richiamo più forte degli ordini di allontanamento ricevuti, l’ultimo dei quali ad aprile.









