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Oggi torna la vestizione della statua di San Jacopo, collocata sulla facciata destra della Cattedrale di San Zeno

Firenze, 16 luglio - Oggi torna la vestizione della statua di San Jacopo, collocata sulla facciata destra della Cattedrale di San Zeno. Alle 21,30 inizierà la processione che accompagnerà il mantello rosso fino alla Cattedrale. Si rinnova così uno dei momenti più sentiti e suggestivi dell'estate pistoiese. Ogni anno infatti in questa data, la statua del patrono viene curiosamente vestita con un pesante mantello rosso nonostante ci troviamo in piena estate. Il rito avviene in memoria di un'antica leggenda, ecco cosa dice la tradizione. La leggenda del mantello La cerimonia si svolgerà in orario serale e sarà preceduta da un corteo che attraverserà le vie del centro storico, accompagnato dalla sfilata dei figuranti in costume storico. Il rito, che unisce fede, folclore e memoria collettiva, rievoca antiche consuetudini e leggende legate alla figura del Santo Patrono. Il colore rosso del mantello simboleggia il martirio di San Giacomo, mentre il suo indossare un pesante abito in piena estate richiama una curiosa leggenda popolare pistoiese: secondo la tradizione, San Jacopo era solito rimandare il pagamento dei debiti “a quando sarebbe arrivato il caldo”. Giunto luglio, si presentò con un mantello pesante sostenendo che il caldo non fosse ancora arrivato. Il corteo storico che accompagna il Patrono e il mantello Partirà alle 21.30 la processione che accompagnerà la statua e il mantello rosso fino alla Cattedrale, dove avrà luogo la cerimonia della vestizione. Da piazza San Francesco il corteo con i figuranti del Comitato cittadino, della Compagnia dell’Orso con musici e sbandieratori, dei rioni Cervo Bianco, Grifone, Leon d’Oro e Drago, proseguirà il suo percorso lungo via Bozzi, via Curtatone e Montanara, via Buozzi, piazza Gavinana, via Cavour, via Roma fino alla Cattedrale in piazza del Duomo. La vestizione del Santo La cerimonia della vestizione inizierà intorno alle 22.15. Il nuovo vescovo delle diocesi di Pistoia e di Pescia monsignor Augusto Mascagna benedirà prima le gualdrappe - i drappi che vengono posti sulla groppa del cavallo, sotto la sella - e quindi il mantello rosso del Santo, che poi sarà posato sulle spalle della statua di San Jacopo dai Vigili del Fuoco di Pistoia. A seguito della vestizione e della benedizione del Palio, il Vescovo si recherà al Palazzo dei Vescovi per impartire la benedizione alla città. «La vestizione di San Jacopo è uno dei riti che meglio raccontano il legame profondo tra Pistoia e la sua storia – sottolinea il sindaco Giovanni Capecchi –. Ogni anno questo appuntamento si rinnova, ma conserva intatto il suo significato: è una tradizione che attraversa il tempo, unisce generazioni e rafforza il senso di appartenenza alla nostra comunità. Custodire questi momenti significa mantenere vivo un patrimonio che continua a trovare nel presente la sua forza e il suo valore.» Gli studenti del Pacini raccontano la tradizione in inglese Come avverrà anche per la Giostra dell’Orso, ad accompagnare il pubblico durante la cerimonia della vestizione sarà la voce dello speaker ufficiale degli eventi jacopei Fausto Livi, che guiderà i presenti alla scoperta dei significati e dei momenti più importanti del rito. Al suo fianco ci saranno studentesse e studenti del liceo linguistico dell'Itcs Filippo Pacini – Chiara Cai, Zoe Capecchi, Federico Giacomelli, Eva Nesti e Gioele Castagna – che cureranno la traduzione in lingua inglese, permettendo anche ai visitatori stranieri di seguire e comprendere questo antico rito. Il progetto, ideato dalla professoressa di lingue Adele Iozzelli e realizzato grazie alla collaborazione con l’Istituto Pacini, con il Comitato cittadino, con lo speaker Fausto Livi, rappresenta un’interessante occasione di crescita formativa e personale, contribuendo al tempo stesso a rendere sempre più accessibili queste iniziative identitarie a un pubblico internazionale. «Le tradizioni continuano a vivere quando sanno parlare anche a chi le incontra per la prima volta – evidenzia l’assessora alla Cultura e alle Tradizioni Marica Setaro –. La traduzione in lingua inglese della vestizione di San Jacopo non è soltanto un servizio per i visitatori stranieri, ma un modo per rendere condivisibile il significato più profondo di un rito che appartiene alla nostra comunità. Grazie all'impegno delle studentesse e degli studenti del Pacini, questo patrimonio diventa accessibile oltre i confini della lingua, trasformandosi in un'occasione di dialogo e scambio culturale. Tradurre, in questo caso, significa non solo passare da una lingua all'altra, ma trasmettere il valore, la storia e il portato simbolico di una tradizione, aprendola al mondo senza perderne l'autenticità». Maurizio Costanzo