Da Javier Milei al Ct Scaloni sino ai giornali, l'incredulità per la rimonta con l'Inghilterra e il profumo di storia: «Siamo unici»

È una vittoria storica quella dell’Argentina nella semifinale dei Mondiali contro l’Inghilterra. Per almeno tre motivi. Primo, quel che è avvenuto sul campo, con la rimonta e il ribaltone nell’arco di 7 minuti sulla squadra avversaria, rimasta paradossalmente annichilita dopo essere andata in vantaggio. Secondo, perché ad essere castigata è stata appunto l’Inghilterra, rivale storica dell’Argentina non solo in senso sportivo, da quando nel 1982 fallì la tentata riconquista militare delle Falklands/Malvinas, poi “vendicata” ai Mondiali di Messico ’86 da Diego Armando Maradona. Terzo, perché ora – domenica sera contro la Spagna – l’Argentina avrà un’opportunità unica: quella di vincere la Coppa del Mondo per la seconda volta di fila, dopo il trionfo di quattro anni fa – impresa riuscita nella storia della competizione soltanto a Italia (1934 e 1938) e Brasile (1958 e 1962). Senza contare la qualità superlativa dei gol segnati nel finale di partita da Enzo Fernandez e Lautaro Martinez, entrambi su assist dell’eterno Leo Messi. Ce n’è abbastanza allora per scatenare la gioia senza freni dell’Argentina, dai vertici del potere alle strade, passando per i giornali del Paese.