Il caso di Mario Roggero, gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori, arriva a sentenza definitiva. Ieri la corte di cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la condanna stabilita al secondo grado di giudizio.

La vicenda, tragica da ogni punto di vista, è diventata un caso politico dopo che prima alcuni esponenti della Lega e poi Roberto Vannacci lo hanno preso come emblema della fantomatica «emergenza sicurezza» e del diritto alla «legittima difesa». Resta che il fatto di avere due morti lasciati sulla strada da Roggero, le vittime si chiamavano Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, non rientra nemmeno nella nuova fattispecie della legittima difesa, le cui maglie sono state allargate fino a rendere non punibile l’eccesso colposo. Le nuove norme erano arrivate in seguito a un’altra campagna securitaria di propaganda per la giustizia fai-da-te che aveva condotto fino al Viminale, Matteo Salvini nel 2019.

Roggero aveva sparato dopo la rapina al suo negozio di Grinzane Cavour. Era il 28 aprile 2021. Sia in primo grado che in appello i giudici hanno escluso l’applicabilità della legittima difesa, dal momento che èstato dimostrato che il gioielliere aveva inseguito i due, che erano armati di pistola giocattolo e un coltello, sparando in rapida successione contro la loro auto parcheggiata all’esterno della gioielleria. «Quando Roggero fece fuoco, l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa» avevano scritto i giudici di appello nelle motivazioni della sentenza. Fu ferito anche Alessandro Modica, l’autista della banda che aspettava fuori dal negozio, ma riuscì a salvarsi.