I nuovi programmi di addestramento per migliaia di soldati somali hanno sollevato interrogativi sulle ragioni che hanno spinto a collocare i campi a centinaia di chilometri dalle regioni d’origine delle reclute. Secondo gli osservatori, questa decisione sta creando un clima di incertezza che allarma le tribù locali.In un recente rapporto, la piattaforma d’informazione Puntland Signal si interroga sulle motivazioni alla base della scelta di una località nella Somalia centrale per addestrare migliaia di soldati provenienti dalle regioni del nord-est e dallo Stato del Puntland, vista l’enorme distanza dai loro territori natali.

Coinvolgimento internazionale e truppe straniere

Secondo la piattaforma, alla fine di giugno una delegazione militare saudita ha visitato i campi di addestramento dell’Esercito Federale Somalo nella zona di Guriel, nello Stato del Galmudug (Somalia centrale). Riad sta attualmente finanziando un programma di addestramento militare della durata di nove mesi che coinvolge oltre 5.100 reclute.Il rapporto aggiunge che:“Secondo le informazioni provenienti dai campi, i soldati iscritti al programma sono 5.107, di cui circa 2.000 provenienti dal nord-est della Somalia. L’addestramento è fornito da mercenari giunti da Romania, Sudafrica e Colombia, nel quadro di un accordo di cooperazione nel settore della difesa siglato all’inizio di quest’anno tra l’Arabia Saudita e il governo del presidente uscente Hassan Sheikh Mohamud.”Viene inoltre precisato che, al di là della crescente influenza saudita nel settore della sicurezza, la presenza di quasi 2.000 reclute del Puntland solleva una questione di natura logistica e strategica: per quale motivo queste truppe vengono addestrate a Guriel anziché in strutture a Las Anod (capoluogo amministrativo della regione di Sool, nel nord-est), nelle sue vicinanze o in altre basi militari della regione nord-orientale?