Fermano le ruote delle bici perché le paghe sono basse, a cottimo e senza tutele, anche nei giorni di caldo estremo. I rider italiani privi di contratto scioperano per due giorni di fila. La mobilitazione parte da Firenze, dove i ciclofattorini di Glovo e Deliveroo non consegneranno il 15 luglio dalle 17 alle 22, poi Milano e Bologna, con proteste e cortei. Domani, giovedì 16 luglio, tocca al Piemonte, con uno sciopero dalle 10 alle 17 davanti alla regione.
Chiedono di cambiare un sistema squilibrato che per ora nemmeno i commissariamenti di Glovo e Deliveroo da parte delle Procura di Milano è riuscito a scardinare. «I rider corrono troppi rischi tutti insieme - spiega Roberta Turi, segretaria nazionale della Nidil Cgil -. Sono fragili, spesso migranti, con un grande bisogno di tutela. E le ordinanze anticaldo non li proteggono». La ragione che sopra le altre annulla ogni tentativo di protezione riguarda l’inquadramento professionale. Non essendo subordinati (l’unica piattaforma che applica un contratto da dipendenti è Justeat) non hanno accesso agli ammortizzatori sociali e per quanto alcune regioni abbiano previsto uno stop, gli autonomi non possono fermarsi perché non possono permettersi di stare fermi.










