ROMA – Le persone in tutto il mondo e di tutte le età continuano a sostenere i rifugiati, ma la Generazione Z, che comprende orientativamente i nati tra la fine degli anni Novanta e la prima decade del Duemila, mostra maggiore empatia e ottimismo. I nuovi dati che raccontano la situazione dei richiedenti asilo a livello globale, diffusi dall’Alto Commissariato ONU (Unhcr) martedì, confermano la persistenza di una sensibilità che non sempre emerge nel dibattito pubblico, polarizzato e inquinato da notizie false e discorsi di odio. Insieme all'Istituto di sondaggi Ipsos, l’Agenzia delle Nazioni Unite ha rilevato che due persone su tre in ventinove Paesi concordano sul fatto che chi fugge da guerre o persecuzioni deve poter fare richiesta di asilo in un altro luogo.
I dubbi degli intervistati. Allo stesso tempo molte delle persone che solidarizzano con i profughi ritiene che non sempre chi cerca protezione ne ha realmente bisogno. Quindi prevalgono due esigenze: la necessità di aiutare chi ha bisogno ma l’opportunità di valutare i singoli casi e le singole richieste accuratamente. A destare qualche dubbio è il corretto funzionamento del sistema di asilo, della gestione delle frontiere e successivamente l’integrazione nei posti di accoglienza.






