| 15 Luglio 2026 17:02 |

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(Adnkronos) – “Sono trascorsi 2 anni dall’approvazione della legge sulle liste di attesa e tra le novità più rilevanti introdotte c’è la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa. Proprio grazie all’ultima versione della piattaforma, se da una parte sappiamo, come ci ha anche detto l’Agenas, che la capacità delle Regioni di rispettare i tempi massimi di attesa è in miglioramento rispetto al 2025, dall’altra, dai dati pubblicati sulla stessa piattaforma, aggiornati a giugno 2026, è allarme sul rispetto dei tempi massimi di attesa previsti dalla legge”, con solo 2 Regioni che si rivelano quest’anno adempienti per il rispetto dei tempi massimi per le visite e solo 2 Regioni per il rispetto dei tempi degli esami. Lo spiega Tonino Aceti, presidente di Salutequità il cui Osservatorio, a giugno 2026, ha realizzato un’analisi sui dati contenuti nella Piattaforma nazionale sulle liste di attesa gestita dall’Agenas e relativi al periodo gennaio-maggio 2026. A rispettare i tempi per le prime visite sono Basilicata e Marche, mentre per gli esami diagnostici sempre la Basilicata insieme al Veneto.

Più nel dettaglio, riferisce Aceti, “per le prime visite, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B (Breve, 10 giorni), D (Differita, 30 giorni) e P (Programmata, 120 giorni) in almeno il 90% dei casi; per gli esami diagnostici, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B, D e P in almeno il 90% dei casi. Infatti, secondo il Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla) 2019-2021 (vigente a maggio 2026), per tutte le prestazioni ambulatoriali oggetto di monitoraggio (visite specialistiche e prestazioni strumentali) il tempo massimo di attesa indicato dalla Regione e Provincia autonoma dovrà essere garantito (ai fini del monitoraggio) almeno per il 90% delle prenotazioni con classi di priorità B e D, riferite a tutte le strutture sanitarie. E a decorrere dal 2020 il monitoraggio sarà esteso anche alla classe P”. Il 90% è quindi la soglia di garanzia prevista dal Pngla 2019-21 e confermata anche dal nuovo Pngla 2026-28, approvato a giugno 2026, per la piena adempienza delle Regioni in materia di rispetto dei tempi di attesa.