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Le indagini sull’omicidio di Ann Widdecombe, la politica di Reform UK trovata morta in casa sua giovedì scorso, sono state finora molto caotiche. Il partito, che ha posizioni di destra populista, ne ha fatto un caso sostenendo che i suoi esponenti non ricevano sufficiente protezione dalle istituzioni per le minacce che subiscono. Sono due aspetti diversi e per capire come sono collegati è utile vederli uno alla volta.

Partiamo dalle indagini. Lo sviluppo principale è che lunedì sono passate alla sezione antiterrorismo della polizia britannica. Fino a quel momento erano state gestite dalla polizia del Devon e della Cornovaglia, la zona sud-occidentale dell’Inghilterra dove Widdecombe viveva ed è stata uccisa. Secondo la polizia l’omicidio è avvenuto martedì 7 giugno, il giorno prima che fosse trovato il corpo con ferite pesanti.

La prima cosa che ha fatto la sezione antiterrorismo è stata arrestare una seconda volta il principale sospettato dell’omicidio, un 28enne bianco di nazionalità britannica che era già stato arrestato domenica. È una cosa soprattutto formale, necessaria ad aggiornare le accuse: a quelle di omicidio, su cui indagava la polizia locale, sono state aggiunte la preparazione e l’esecuzione di un attacco terroristico.