L'estremismo rosso cancella il messaggio di Primo Levi e Anne Frank: “Memory is no longer enough”
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Un nuovo, gravissimo insulto alla memoria e alla storia si è consumato a Milano, dove la furia ideologica dell'estremismo rosso e delle frange anti-israeliane ha colpito ancora. Nel mirino dei vandali è finito il murale realizzato dall'artista aleXsandro Palombo, intitolato "Memory Is No Longer Enough". L'opera, che ritraeva Anne Frank e Primo Levi seduti l'uno di fronte all'altra sotto un cielo di stelle di David, era stata pensata proprio per riqualificare un muro precedentemente imbrattato da scritte d'odio. I soliti ignoti hanno cancellato il messaggio dell'artista e lo hanno sostituito con lo slogan infame “coloni sionisti nazisti”, tracciato sopra i simboli della persecuzione ebraica.Questo attacco non è un caso isolato, ma l'ennesima conferma di un clima sempre più avvelenato in cui il pretesto della critica geopolitica scivola sistematicamente nel più becero antisemitismo. Le opere di Palombo sono ormai un bersaglio fisso della contestazione militante di sinistra e degli ambienti pro-Pal più radicali, che in passato hanno già preso di mira i ritratti dedicati a figure del calibro di Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck. Attaccare i simboli della Shoah equiparandoli al nazismo rappresenta una mostruosità logica e storica, tesa a sdoganare un rancore antico sotto nuove vesti ideologiche.






