I limiti della misura Il provvedimento si aggiunge a misure già presentate dal governo di Londra. Poche settimana fa, prima di annunciare le dimissioni da leader britannico, Starmer aveva reso noto il piano per vietare i social media fino ai 16 anni. Il mosaico di provvedimenti contro l'uso di piattaforme che creano dipendenza è ben più ricco: Londra vuole introdurre, per esempio, la versione "kids" di YouTube e incrementare gli strumenti per i controlli parentali opzionali. Ma il mix complesso di politiche volte a proteggere i minori dalla dipendenza dei social è confusionaria e, talvolta, fallace. Il "coprifuoco", infatti, è facilmente aggirabile con una modifica delle impostazioni sulle singole app. C'è poi il pericolo posto dalle VPN (Virtual Private Network): il governo britannico non ha posto alcuna restrizione sul sistema che consente di navigare online mascherando il proprio indirizzo IP grazie a una connessione a server situati in altri Paesi. E così, i minori possono facilmente aggirare il limite voluto dal governo. Nonostante le critiche, la ministra per la Scienza, l'Innovazione e la Tecnologia, Liz Kendall, ritiene che le misure siano funzionali a migliorare la concentrazione, la qualità del sonno e la vita familiare degli adolescenti.