La ricerca di esopianeti è solo all'inizio e, nonostante tutto, ne sono già stati individuati poco più di 6300 (tra quelli confermati). Lo scopo della ricerca non è quello di trovare un'alternativa alla Terra ma piuttosto capire quali siano le tipologie di esopianeti più diffuse nel Cosmo, quali sono le loro caratteristiche e quali potrebbero essere potenzialmente abitabili, anche se su quest'ultimo punto la sfida si fa più ardua.

Una delle ultime novità in merito, riguarda la scoperta dell'esopianeta Beta Pictoris d che orbita intorno alla stella Beta Pictoris (che dà il nome al sistema planetario) insieme ad altri due pianeti già conosciuti in precedenza. La parte interessante è che Beta Pictoris d è cento volte più debole di Beta Pictoris b, il primo scoperto nello stesso sistema, e si colloca tra gli esopianeti più leggeri mai osservati dalla Terra.

Il nuovo esopianeta del sistema Beta Pictoris

La scoperta è avvenuta grazie al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO, ma l'esopianeta si è rivelato tutt'altro che facile da individuare. Questo oggetto era infatti nascosto in numerose osservazioni d'archivio risalenti a oltre un decennio fa. Come racconta Ben Sutlieff (Università di Edimburgo) "inizialmente volevamo osservare meglio un pianeta già noto nel sistema, Beta Pictoris b, per vedere come si evolveva nel tempo". Analizzando le immagini, però, il team ha notato qualcosa di inatteso. Markus Bonse (astronomo dell'ESO) ha aggiunto "c'è qualcos'altro lì, l'avete visto?".