La giornata di Lucid Motors a Wall Street è stata tra le più difficili dalla sua quotazione. Il titolo della casa automobilistica americana specializzata in auto elettriche ha perso oltre il 50% del proprio valore dopo la diffusione di alcune indiscrezioni che ipotizzavano scenari estremamente critici per il futuro dell’azienda.

Le voci parlavano della possibilità che Lucid stesse valutando il delisting dalla Borsa oppure il ricorso al Chapter 11, la procedura statunitense che consente alle aziende in difficoltà finanziaria di riorganizzarsi sotto la protezione del tribunale. Poche ore dopo, però, è arrivata la risposta ufficiale del management, che ha respinto entrambe le ipotesi.

Le indiscrezioni che hanno fatto crollare il titolo

Il forte ribasso è stato innescato da alcune notizie pubblicate da un sito specializzato nel settore dei veicoli elettrici. Secondo queste indiscrezioni, Lucid avrebbe preso in considerazione due possibili scenari: il ritorno a una società privata attraverso il delisting da Wall Street oppure il ricorso alla procedura prevista dal Chapter 11 della legge fallimentare americana.

La diffusione di queste informazioni ha alimentato un’ondata di vendite che ha rapidamente travolto il titolo, già reduce da un periodo particolarmente complicato. Le difficoltà di Lucid si inseriscono in un contesto più ampio che negli ultimi anni ha visto numerose startup nate per competere con Tesla affrontare crisi profonde. Aziende come Fisker, Arrival, Canoo, Bollinger Motors e Workhorse hanno incontrato seri problemi finanziari, mentre altre, tra cui Rivian e Faraday Future, continuano a operare ma con risultati molto inferiori rispetto alle aspettative iniziali.