Gli lanci la pallina, lui corre, te la riporta e aspetta il lancio successivo. Una scena familiare per milioni di proprietari di cani. Ma cosa succede quando quella pallina diventa l’unica cosa che conta? Quando il cane non riesce più a staccarsi, non riesce a rilassarsi, smette quasi di ascoltare il padrone e resta intrappolato in un’eccitazione continua?

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Un nuovo studio scientifico suggerisce che, per alcuni cani, il confine tra entusiasmo e ossessione può essere molto sottile. Alcuni animali sembrano sviluppare un rapporto con i loro giocattoli che presenta caratteristiche simili a una dipendenza: una ricerca insistente dell’oggetto desiderato, difficoltà a interrompere il gioco e problemi nel tornare a uno stato di calma.

Quando la passione per il gioco supera il limite

Giocare è una delle attività più importanti nella vita di un cane. Rafforza il legame con il proprietario, stimola il cervello e permette di esprimere comportamenti naturali legati alla caccia, alla ricerca e alla collaborazione. Ma alcuni cani sembrano vivere il gioco in modo diverso. La scoperta arriva da un gruppo di ricercatrici dell’Università di Berna e del Messerli Research Institute di Vienna, che hanno analizzato i comportamenti di oltre 1.600 cani attraverso un questionario specifico pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science. La motivazione verso un oggetto, come una pallina o un gioco da tiro alla fune, può diventare così intensa da assorbire completamente la loro attenzione. Lo studio ha analizzato proprio questi casi estremi, utilizzando l’Ab-Q, l’Addictive-like Behaviour Questionnaire for dogs, uno strumento pensato per individuare comportamenti simili alla dipendenza. I cani con i punteggi più elevati mostravano una concentrazione persistente verso il giocattolo, difficoltà a interrompere l’attività e livelli molto alti di eccitazione. Alcuni faticavano a calmarsi anche molto tempo dopo la fine del gioco. Gli autori sottolineano però che il termine “dipendenza” non va interpretato come una diagnosi identica a quella umana. «Il concetto di comportamento simile alla dipendenza viene utilizzato come modello descrittivo e pratico e non come trasferimento diretto della diagnosi psichiatrica negli esseri umani», spiegano i ricercatori. L’obiettivo è descrivere un comportamento osservabile: un cane che cerca una ricompensa in modo eccessivo, perde flessibilità e fatica a controllare la propria eccitazione.