<p>«Siemest è in prima linea nel sostegno alla ricostruzione ucraina, con interventi già attivi nell'infrastrutturale, nell'ospedaliero e nell'agroindustriale.
L'impegno nostro nel gruppo Cdp assieme a Ice, Sace e con la regia del governo e della Farnesina prosegue dalla conferenza sull'Ucraina 2025, quando il governo ucraino chiese di non aspettare la fine del conflitto per avviare la ricostruzione.
Simest ha messo a disposizione delle imprese italiane già 500 milioni: 300 milioni per sostenere il cash flow di chi parteciperà alle grandi gare infrastrutturali e 200 milioni dedicati alla filiera.
Le imprese italiane sono già presenti».
Lo ha detto l'ad di Simest, Regina Corradini D'Arienzo, al convegno alla Camera dei Deputati sulla ricostruzione in Ucraina, in Siria e a Gaza. «Il nostro impegno guarda anche oltre i confini ucraini: siamo pronti per estendere lo stesso modello di intervento, per esempio, a Gaza e in Siria, sulla falsa riga di quanto il governo sta facendo col Piano Mattei per l'Africa e per il Mediterraneo allargato.






