Juve, problema numero uno. Nel senso che di portieri, si parla. Innanzitutto. E nel senso che la “questione” sta al principio della lunga, lunghissima, enciclopedica lista di nodi che il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali è chiamato a sciogliere. Ieri i dirigenti bianconeri hanno dovuto prendere atto della ferale notizia a tema Emiliano “Dibu”Martinez, alias l’estremo difensore chiesto da Luciano Spalletti (una volta saputo, quantomeno, che non avrebbe potuto accogliere Alisson). Ebbene, urbi et orbi (cioè a 365Scores), prima il direttore sportivo dell’Aston Villa, eppoi il tecnico, hanno di fatto blindato il portiere argentino, che pure era oggetto di trattative ormai da settimane. Francisco Vidagany ha spiegato che «il futuro del Dibu è assicurato, non abbiamo intenzione di liberare il nostro portiere». Unai Emery ha fatto eco: «Emiliano è fondamentale per noi, contiamo su di lui anche per la prossima stagione». Bene inteso, “mai dire mai” è e resta una formuletta magica che accomuna James Bond e il calcio mercato. Però è chiaro che la dichiarazione di intenti di cui sopra (sia pure inquadrabile anche tra le tattiche e pretattiche del caso) complichi parecchio le cose ai bianconeri. Ora obbligati ancor più a rivedere piani e strategie, dopo peraltro aver speso tempo ed energie in incontri. Se la Juve sperava infatti di cavarsela con un investimento di 5-7 milioni di euro, l’Aston Villa è passato da una richiesta di 10-15 milioni di euro ad un secco “no”. Carnevali e Massara, dunque, riprendono in mano la pratica Vicario (che dal Tottenham potrebbe arrivare in prestito). E riaprono la lista delle alternative: da Suzuki a De Gea, sognando persino Carnesecchi e Svilar. Opzioni, però, che salvo incastri che avrebbero del clamoroso rischiano di sconfinare nel campo dell’utopistico. Quel che è peggio, però, è che i problemi non sono certo finiti qui. Per un portiere che non arriva, ce n’è un altro che non parte. E che ha iniziato il ritiro da separato in casa. Michele Di Gregorio è reduce da una annata da dimenticare e pure l’estate non si annuncia memorabile: la presa di coscienza del fatto che il club sta cercando un sostituto, l’attacco alla Juventus – via social – da parte del procuratore, i tentativi di ricucire con i compagni di squadra finiti nel mirino. Insomma, il contesto non è idilliaco per Di Gregorio così come per la Juventus stessa che, giocoforza, non potrà tirare chissà quanto sul prezzo di un giocatore che è così platealmente in rotta con il club e con i suoi progetti. C’è qualche sondaggio da parte di club di Premier League, ma nulla di che. Una buona notizia, quantomeno, arriva sul fronte uscite. Si sta perfezionando la cessione di Muharemovic dal Sassuolo al Leeds: la Juventus vanta il diritto alla metà del ricavato, cioè a 20 milioni di euro. Benzina preziosa per avanzare in direzione portiere e/o attaccante: proseguono le trattative per Pellegrino, sale l’offerta per Kolo Muani (alternative: Balogun, Sorloth, Vlahovic se non addirittura Oyarzabal).