Note sparse Due volumi dal vivo per Glen Hansard, nella sua musica la bellezza non è un dettaglio
Dylan Dog e la fine del mondo.
Una lunga storia inedita in due puntate. Il primo storico numero in edicola dal 29 luglio. Dylan Dog assieme alle storie di Zerocalcare e Shintaro Kago. Abbonati entro il 5 agosto per ricevere la seconda puntata a casa tua.
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Sapere che da qualche parte nel mondo esiste un nuovo album di Glen Hansard è una piccola forma di sollievo. Non importa se sia una raccolta, un live, un frammento arrivato per caso: è la certezza che, mentre provi a rimettere insieme la tua forma fisica malandata o guardi dal finestrino di un treno, puoi affidarti a una voce che scava, consola, rialza. Nella musica di Hansard la bellezza non è un dettaglio: è una costante. Da sempre ti scaraventa addosso tutta la sua passione, come un abito sgualcito ripreso dall’armadio e stirato con pazienza nei pomeriggi afosi per riportarlo a nuovo. Così nasce Don’t Settle (Vol.1 – Transmissions East), registrato nelle due serate di aprile 2025 al Funkhaus di Berlino: un gesto di cura che si rinnova. Hansard dal vivo è più vero di qualsiasi immaginazione. Non sbaglia una virgola, perché conosce le sue cadute, le rivincite, la sua ostinazione gentile. Non ha l’indole del trattenersi, e perché dovrebbe? Saper sprigionare amore è una dote che non si compra, si incarna. Così Back Broke diventa un pozzo, Wreckless Heart un cuore che si spezza ma non si spegne. E poi Fitzcarraldo, My Little Ruin, Down on Our Knees: stanze della stessa casa emotiva, ognuna con la sua luce e la sua ferita.






