Bologna, 15 luglio 2026 – Aveva detto che l’avrebbe fatto: ed è accaduto davvero. Roberto Rizzioli, 81 anni – che sabato mattina ha sparato alla moglie Gianna Galletti, 86 anni, togliendosi poi la vita – aveva parlato, qualche tempo fa, con una parente: “Se non ce la farò più, c’è sempre la pistola”, avrebbe detto, in un momento di sconforto. Ieri, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio-suicidio (titolare del fascicolo la pm Francesca Arienti) si è svolta l’autopsia sui coniugi, che è stata eseguita dal medico legale Paolo Fais. Non sono emerse novità rispetto alla prima ricostruzione del delitto: Rizzioli ha sparato due colpi contro la donna, poi uno rivolto verso se stesso, tutti esplosi con la sua rivoltella, che era regolarmente detenuta.

In questi giorni, si è parlato di una ’tragedia della solitudine’ – lui l’avrebbe uccisa perché lei stava soffrendo, per andarsene, così, insieme –, ma accertamenti ulteriori sono ancora in corso sul movente e sulla dinamica esatta del delitto di via Shakespeare, che ha lasciato sotto choc la comunità. Rizzioli, poco prima di esplodere i tre colpi mortali, ha preparato una sorta di testamento poi lasciato sul tavolo nella cucina dell’appartamento.