Parte il progetto pilota dell’euro digitale con 36 banche, mentre cresce la sfida dell’AI per velocizzare i servizi finanziari

La BCE annuncia un primo passo per l’Euro Digitale. Ma le banche oggi soffrono ancora per una tecnologia che spesso penalizza cittadini e imprese nella tempistica per arrivare a una risposta.

Stefano Longo, esperto della trasformazione della finanza con l’Intelligenza Artificiale

Si avvicina il test dell’”Euro Digitale”. Questa mattina la Bce ha selezionato 36 banche e payment service provider, fra oltre 50 candidature, per il progetto pilota con cui, nella seconda metà del 2027, eseguirà i primi test sulle funzionalità dell'euro digitale. Lo ha comunicato lo stesso istituto di Francoforte, rendendo nota la lista delle banche selezionate. 36 in tutto, 8 delle quali italiane: Isybank di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Poste Italiane, Montepaschi, Nexi, Satispay, Numia, Banca Sella, tra gli altri presenti Deutsche Bank, Revolut, Stripe, SumUp, Worldline.Daranno accesso a migliaia di dipendenti della Bce e delle banche centrali nazionali - fra cui la Banca d'Italia - a una 'versione Beta' di euro digitale da utilizzare online, al pos con negozi selezionati, o nei pagamenti da individuo a individuo. Si guarda al futuro, dunque. Perdendo forse a volte il contatto con il presente dove i risparmiatori riscontrano importanti difficoltà nella gestione delle operazioni, in particolare per la tempistica di alcune di esse. Mutui con andamento dei tassi fortemente altalenante, controlli anti-riciclaggio sempre più stringenti, tentativi di frode in aumento. In un mondo che corre sempre di più, i clienti aspettano risposte in tempo reale. Ma le banche si trovano oggi a operare in uno scenario molto più complesso rispetto al passato, strette tra la necessità di rispettare regole sempre più severe e quella di offrire un'esperienza digitale all'altezza delle aspettative dei consumatori. In questo contesto emerge un problema poco visibile ma decisivo: molte delle valutazioni più importanti, dall’approvazione di un mutuo all'apertura di un conto corrente, sono ancora gestite da sistemi informatici spesso non al passo con i tempi, difficili da aggiornare e poco flessibili. “Molte banche in Europa, e alcune anche in America, continuano a lavorare su sistemi cosiddetti legacy, costruiti venti o trent'anni fa. Sono piattaforme che nel tempo sono diventate estremamente complesse: modificarle è difficile e spesso solo gli sviluppatori sono in grado di intervenire. Questo rende molto lento l'aggiornamento delle regole con cui vengono prese migliaia di decisioni ogni giorno” spiega Stefano Longo, responsabile dei clienti per il Nord America di Taktile - nota piattaforma tecnologica basata sull'intelligenza artificiale utilizzata da banche, assicurazioni e aziende fintech - che ogni giorno lavora con banche tradizionali e istituzioni finanziarie digitali negli Stati Uniti. Secondo Longo, il problema deve essere osservato da entrambe le prospettive, di banche e clienti. Quando una banca deve adattarsi a nuove normative, a un diverso contesto economico o a nuovi rischi, anche una modifica apparentemente semplice può richiedere giorni o settimane di lavoro tecnico.