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Elisa Messina
L'avvocata attivista: «Chi difende la giustizia sommaria, oltre a ignorare lo Stato di diritto, non sa che la legge del più forte vale solo finché il più forte sei tu»
«Decine di migliaia di persone, in queste ore, stanno applaudendo un pestaggio. E lo chiamano giustizia».L'avvocata Cathy La Torre, attivista per i diritti civili da 1,3 milioni di follower, di reazioni social se ne intende e interviene sulla vicenda del pestaggio del migrante avvenuto a San Benedetto del Tronto colpita, oltre che dal caso in sè, dalla reazione che ha scatenato in rete. I fatti lo conosciamo: sabato sera, sul lungomare di San Benedetto del Tronto, una persona senzatetto di origine irachena, era ferma in mezzo alla strada e discuteva con un automobilista, bloccando il traffico. A un certo punto è arrivato Giuseppe Barboni, imprenditore e militante di Futuro Nazionale che dopo un'iniziale scambio verbale ha iniziato a pestarlo con una serie di pugni al volto. Poi lo ha sollevato di peso e lo ha scaraventato contro un paletto del marciapiede, mentre qualcuno alle sue spalle lo implorava: «Dai, Giuseppe, basta».Il video lo ha pubblicato lui stesso, sui suoi profili. E ai giornalisti ha spiegato: «Mi sarei aspettato una medaglia invece delle critiche».







