TCL ha deciso di puntare più sulla consolidata tecnologia mini LED più filtro quantum dot piuttosto che sulla retroilluminazione RGB. A giudicare dalle prestazioni del nuovo TV C8L ha avuto ragione
di
Paolo Centofanti
Dopo le tante anteprime degli scorsi mesi, finalmente abbiamo avuto modo di testare in modo approfondito un televisore SQD-miniLED di TCL. SQD è la designazione scelta da TCL per l’evoluzione dei suoi TV mini LED, che pone in contrapposizione ai nuovi modelli con retroilluminazione RGB min LED, che tra l’altro la stessa TCL propone. Il brand cinese ha però scelto di concentrarsi, soprattutto in Europa sulla gamma SQD, che introduce - come abbiamo ampiamente raccontato qui su DDay.it - diversi miglioramenti chiave, a cominciare da quantum dot di nuova formulazione nella retroilluminazione e nuovi filtri colore nel pannello LCD, che permettono al TV di raggiungere una copertura dello spazio colore pari a quella dei TV RGB mini LED e superiore al 90% dello spazio BT.2020. Il vantaggio primario di questa soluzione rispetto agli RGB mini LED è che non sono necessari compromessi a livello di numero di LED e zone di local dimming: il C8L da 65 pollici oggetto della nostra prova, ad esempio, vanta ben 2040 zone di local dimming. Il C8L è anche un TV luminosissimo, con una luminanza di picco dichiarata di fino 5000 nit, monta il pannello WHVA 2.0 Ultra di ultima generazione ad ampio angolo di visione e senza bordi neri e integra un sistema audio realizzato in collaborazione con B&O. Il prezzo suggerito al pubblico è di 1599 euro.Finiture premium ed effetto senza corniceIl nuovo C8L a livello di design non si discosta molto dalle serie premium dello scorso C8K e C9K, e seppure sia meno ricercato rispetto al top di gamma X11L è comunque un TV davvero ben realizzato e per lo più curato nelle finiture. La caratteristica che salta subito all’occhio, specie a schermo acceso, è l’assenza di un bordo nero intorno all’area attiva: l’immagine arriva fino al bordo del televisore, dove troviamo un sottile profilo metallico a fare da cornice. È una caratteristica questa che fino a poco tempo fa era esclusiva della serie 8K di punta di Samsung.Il retro continua a ricordare molto il design di Sony, con il pannello posteriore rifinito con una trama di quadratini, e si differenzia più che altro per i due generosi woofer firmati B&O. Il TV ha uno spessore massimo di 5,6 cm, e nella parte alta trovano spazio delle griglie che nascono degli ulteriori altoparlanti del sistema audio, che dovrebbe avere una configurazione 3.2.2.La qualità delle finiture, dei materiali e dell’assemblaggio è da prodotto premium, con un livello che ormai non ha nulla da invidiare ai marchi più blasonati. Il piedistallo, di tipo centrale, permette di scegliere tra due livelli di altezza dello schermo rispetto al piano di appoggio, e include un passaggio cavi che viene coperto da un’apposita copertura in plastica posteriore a incastro.A livello di connessioni abbiamo sostanzialmente tutto quello che si può chiedere ad un moderno TV, a cominciare dai quattro ingressi HDMI 2.1 a piena banda, compatibili con segnali 4K fino alla frequenza di quadro di 144 Hz, e con supporto per funzioni quali ALLM, VRR, AMD FreeSync Premium Pro, ma anche l’ancora raro Quick Media Switching (QMS), che consente il passaggio fluido tra segnali a differenti refresh rate senza interruzioni nella visualizzazione dell’immagine a schermo. Il TV supporta come al soluto tutti i formati HDR, quindi HDR10+ e Dolby Vision, e riceverà più avanti l’aggiornamento per Dolby Vision 2. Per il resto troviamo due porte USB (di cui una 3.0), porta di rete ethernet, uscita digitale ottica, connettività Wi-Fi 6, Bluetooth e supporto per Apple AirPlay 2 e Google Chromecast.Menù sempre più completi e ordinati. Per il resto comanda Google TVIl televisore è basato su Google TV, per cui la gran parte dell’esperienza utente è quella tipica della piattaforma di Google. Le personalizzazioni di TCL riguardano principalmente i menù di sistema e in particolare quelli delle impostazioni di immagine e del suono che introducono ulteriori raffinamenti su una formula che l’azienda ha negli ultimi anni affinato notevolmente seguendo un approccio molto simile a quello di Sony, tanto che il menù di accesso rapido alle principali regolazioni sembra essere preso paro paro dai TV Bravia.Le impostazioni video sono molto complete, offrono la consueta rosa di regolazioni per una calibrazione di fino dell’immagine, ma includono anche tante opzioni che potrebbero generare confusione nell’utente meno esperto che si avventura nei sottomenù. Se prendiamo ad esempio solo la sezione denominata “luminosità”, tra voci come contrasto dinamico, luminosità dinamica, luminosità di picco e così via c’è da perdersi e soprattutto si corre il rischio di non capire cosa si sta facendo esattamente, anche se il menù spiega a grandi linee cosa fa ciascun parametro. La buona notizia è i vari preset sono già abbastanza ben impostati e fedeli alla loro destinazione d’uso: selezionando Filmmaker Mode si avrà l’immagine più accurata, con Cinema si avrà il miglior compromesso tra fedeltà e miglioramenti di immagine aggiuntivi.Sul versante audio, si distingue lo stesso menù Beo Sound dei prodotti Bang&Olufsen, con la particolare interfaccia che consente di adattare il suono ai propri gusti spostando il cursore verso un suono più caldo, potente, ecc. Tra le altre personalizzazioni, anche il menù dedicato al risparmio energetico appare chiaramente ancora una volta ispirato a quanto fatto da Sony sui suoi TV Bravia. Non poteva poi non mancare una sezione dedicata ai contenuti in streaming gratuiti con la pubblicità frutto degli accordi di TCL con provider come Rakuten e Pluto.Nel momento in cui scriviamo, non è ancora disponibile la nuova esperienza di Gemini per Google TV che è in via di roll-out in Europa proprio in queste settimane.Il telecomando è migliorato rispetto a quello dei modelli dello scorso anno, è ora privo di tastierino numerico, ma con una importante novità: è retroilluminato.Fino al 90% dello spazio BT.2020La nuova serie SQD-Mini LED C8L condivide buona parte della tecnologia del top di gamma X11L, di cui eravamo riusciti ad avere un first look approfondito nell’ultimo evento Experts meet the Experts organizzato da TCL Europe lo scorso maggio. Eravamo curiosi soprattutto di analizzare possibili differenze in termini di gamma cromatica, che in realtà sono minime.Lo spettro di emissione, ad esempio, presenta un profilo piuttosto simile, con le componenti spettrali ben separate e, come avevamo già evidenziato sulla serie X11L, con un rosso particolarmente profondo. Pur utilizzando un’architettura mini LED “tradizionale” con un filtro Quantum Dot migliorato, è comunque rimarchevole che la serie C8L riesca a spingere il suo gamut a oltre il 90% dello spazio BT.2020. La copertura dello spazio P3 arriva invece al 98%. Va segnalato che il gamut nativo, selezionabile con l’apposito parametro nel menù, presenta un primario del blu più profondo rispetto all’impostazione “auto”, che lo allinea invece al primario dello spazio P3.A livello di calibrazione di fabbrica, in Filmmaker Mode il C8L presenta un allineamento discreto, limitato nel caso dell’esemplare giuntoci per la nostra recensione da un bilanciamento del bianco non eccelso sulle alte luci, che possiamo ascrivere alla varianza di pannello. Basta comunque il controllo a due punti sulla scala di grigio per ottenere un’ottimo risultato, anche perché a livello precisione sui toni campione del ColorChecker di Calman di Portrait Displays il C8L di fabbrica è già molto preciso. La linearità della scala di grigio è influenzata più che altro dall’impostazione del local dimming nell’utilizzo di segnali test.Passando alla modalità HDR, sul versante della luminanza di picco, abbiamo visto l’esemplare di C8L ricevuto per la nostra prova superare le 4500 cd/m2 su finestre del 5% di copertura dello schermo, indipendentemente dall’impostazione Luminanza di picco, che non sembra aver effetto - almeno con il firmware da noi testato - sui segnali test, producendo un profilo in base alla percentuale di copertura dello schermo più o meno simile, e che vede il picco a pieno schermo sfiorare le 700 cd/m2. Sulla canonica finestra del 10%, il picco si attesta sulle 3100 cd/m2. Va segnalato che questi numeri possono cambiare a seconda da quanto tempo è acceso il TV, quanto si è scaldato, anche a seconda del materiale in HDR riprodotto prima di effettuare le rilevazioni: abbiamo notato delle fluttuazioni durante i nostri test, segno che c’è comunque un sistema di gestione della dissipazione del calore che interviene nella modulazione dei LED.A livello di calibrazione in HDR, sempre in Filmmaker Mode, si nota un buon tracking della curva PQ, ma anche un gamut mapping poco preciso che, paradossalmente considerando la profondità del rosso al 100% di saturazione, vede proprio i mezzi toni nella regione del rosso essere un po’ più scarichi rispetto al riferimento. Ciò è evidente anche nel difficile test del ColorMatch HDR di Calman, che utilizza campioni presi da reali contenuti HDR, e che mostra anche in questo caso una leggera perdita di saturazione nella regione del rosso.Un LCD per lo più eccezionale, non ancora perfetto in HDRSenza girarci troppo in giro il nuovo TCL SQD-Mini LED C8L, con contenuti con range dinamico standard, è tra i migliori TV LCD che abbiamo mai avuto modo di testare. In termini di livello del nero, rapporto di contrasto e profondità dell’immagine sa essere davvero stupefacente. Oggi il local dimming così come implementato da TCL non è più solo una “semplice” regolazione dinamica dell’intensità luminosa dei LED, ma un sistema molto complesso che rielabora in tempo reale l’immagine tenendo conto del comportamento di tutto lo stack ottico: mini LED, diffusore, filtro quantum dot, pannello LCD, filtri colore. Il risultato è una presentazione che un occhio non allenato potrebbe anche scambiare per quella di uno schermo OLED in alcuni frangenti. Il local dimming lavora davvero bene e solo in rare situazioni lascia intravedere nemmeno aloni, ma un leggero innalzamento del livello del nero. Nelle classiche scene di fuochi di artificio, ad esempio, solo all’interno della rosa dei fuochi più luminosi è possibile notare un nero magari non proprio perfetto, a patto però di essere in una stanza completamente oscurata. L’altro aspetto che colpisce è quello del microcontrasto, davvero notevole, che il C8L deve crediamo alla combinazione dell’elevato contrasto nativo del nuovo pannello WHVA 2.0 e della suddetta tecnica di compensazione dell’immagine. Anche in quelle scene mediamente scure, ma non troppo, dove di solito anche i migliori LCD tendono a slavarsi un po’, vengono qui riprodotte con un ottimo contrasto. Questi risultati si ottengono semplicemente lasciando il TV con le impostazioni di default in Filmmaker Mode. Per le nostre prove abbiamo solo disattivato il sensore di luce ambientale per la visione in sala completamente oscurata.Come capita spesso però le cose cambiano un poco quando si passa alla visione di contenuti HDR, che poi è oggi giorno il vero banco di prova per i TV di fascia alta. A prima vista la resa rimane certamente sbalorditiva per quello che alla fine resta un TV LCD: livello del nero molto buono, grande rapporto di contrasto, assenza di aloni evidenti, e persino in molte scene di nuovo un inedito microcontrasto che avvicina il look&feel a quello degli schermi a emissione diretta. Certo in quelle scene scure, ma non troppo, il quadro si fa più slavato e piatto rispetto a quanto visto con i contenuti SDR, e quando ci sono elementi molto luminosi sullo schermo, si osserva un certo innalzamento del livello del nero. Però, per lo più, anche nelle scene più difficili, il C8L risponde bene offrendo una grande gamma dinamica e neri profondi e con aloni sotto controllo. Nella difficile scena di una battaglia spaziale che utilizziamo come benchmark tratta dalla serie The Expanse, il TV TCL ne esce piuttosto bene, tracciando un buon compromesso tra intensità dei punti luminosi sullo sfondo dello spazio, e inseguimento dei veloci movimenti senza creare aloni. Ne risente la visibilità di alcune stelle, e la luminosità complessiva, ma la qualità della visione non ne esce intaccata, e soprattutto non c’è quell’effetto “lucine di Natale” che spesso troviamo sui TV mini LED meno sofisticati. Migliora anche l’angolo di visione: se guardando il TV di taglio l’intervento della retroilluminazione diventa molto più evidente e gli aloni emergono, ciò accade allontanandosi dalla posizione centrale molto di più che in passato.Proseguendo nella visione, carrellando da un contenuto di riferimento all’altro, ci accorgiamo che nei cambi di inquadratura a volte si nota un effetto quasi di dissolvenza su alcune sfumature, come se lo schermo avesse un certo ritardo ad adattarsi ad una nuova “situazione”, e poi in alcune specifiche scene capiamo meglio di cosa si tratta: in sostanza il complesso algoritmo di cui abbiamo parlato poc’anzi è come se andasse a compensare in eccesso il possibile insorgere di aloni, provocando una sorta di alone “al contrario”. Quello che succede sostanzialmente è che quando l’immagine ritrae una figura mediamente luminosa su uno sfondo più scuro ma non completamente nero, la compensazione dell’immagine va a scurire l’area intorno al soggetto alla fine di evitare che si formino degli aloni più chiari. Il problema è che in queste situazioni l’elaborazione compensa troppo, creando un alone più scuro sullo sfondo. In alcune situazioni particolari ciò diventa piuttosto evidente, risultando in un artefatto che può distrarre durante la visione. Il fenomeno è legato all’impostazione dell’intensità del local dimming, tanto che cambiando l’impostazione da “alto”, come di default in modalità HDR, in “basso”, l’effetto scompare. Ma così facendo il rapporto di contrasto si abbatte in modo significativo e l’immagine appare più slavata anche a livello di resa cromatica. Abbiamo segnalato questa anomalia a TCL, che è al lavoro su una soluzione, anche perché si tratta evidentemente di un problema software. Questo fenomeno non si verifica spesso, e per lo più è impercettibile, ma in alcune situazioni può essere molto fastidioso.Detto questo, la resa in HDR del C8L sa essere comunque eccezionale, con una dinamica davvero spettacolare. Stupisce non solo la resa delle luci speculari nei contenuti che sfruttano al meglio i formati HDR, ma senza dubbio anche i colori si fanno apprezzare per saturazione e intensità luminosa: contenuti estremi come Mad Max Fury Road vengono resi in tutta la loro esuberanza. Per il resto, l’upscaling di contenuti full HD risulta convincente, senza particolari artefatti di aliasing o doppi bordi, e con una discreta restituzione del dettaglio fine. La riproduzione di contenuti in 24p rimane molto fluida, anche se nella riproduzione di contenuti dal player integrato e a tratti anche con l’app nativa di Netflix (e solo quella), abbiamo notato qualche tentennamento che ci ha spinto ad abilitare il livello minimo di interpolazione, cosa questa che avevamo già notato anche su passati modelli. E ancora, sempre come i modelli dello scorso anno, ancora qualche minima incertezza sui gradienti, specie cieli molto luminosi, in contenuti HDR. Buona la resa in ambito gaming: il local dimming rimane attivo e non abbiamo avvertito problemi di lag dovuti a questo. Con i giochi in HDR la resa è decisamente convincente, sia nelle scene scure, che in quelle più luminose. Il tempo di risposta del pannello è per lo più convincente, seppure un minimo di motion blur sia ancora percepibile, soprattutto con gli sparatutto.Il pannello ha un rivestimento lucido, che riduce i riflessi senza però eliminarli. In compenso aiuta a mantenere un livello del nero profondo.Sul versante audio, il sistema integrato con calibrazione acustica di B&O si distingue soprattutto per il buon corpo del registro medio-basso. Non aspettatevi basse frequenza da subwoofer dedicato, ma la gamma bassa si fa sentire ben più della media, portando anche a voci maschili corpose e profonde. La gamma dinamica è buona, mentre il registro soprattutto alto tende ad essere un po’ poco definito, con la tendenza a sporcare le sibilanti e a mancare un po’ di brillantezza. Ciò fa sì che nei passaggi più movimentati il suono può risultare a tratti un po’ piatto e chiuso sul registro medio-basso. L’apertura del fronte sonoro è discreta, soprattutto con il preset cinema che spinge al meglio l’effetto di spazializzazione, ma non pensiate di sentirvi avvolti dal suono e anche a livello di profondità e tridimensionalità ci aspettavamo forse qualcosa di più.








