L’Unione europea considera la giornata del 14 luglio un punto di svolta per la sua composizione futura. La commissaria Marta Kos lo ha già definito il “Super Tuesday dell’allargamento“. L’Ue dilaniata e immobilizzata dalla mancanza di unità quando si tratta di prendere decisioni fondamentali per il proprio sviluppo e, in certi casi, la propria sopravvivenza, non indietreggia ma rilancia con ben quattro conferenze di adesione in un solo giorno che sanciscono nuovi passi in avanti nel processo di altrettanti Paesi. Con una menzione speciale per Kiev: “L’architettura della sicurezza futura del nostro continente è impensabile senza di loro”.
Ucraina, Moldavia, Albania e Montenegro: ecco il ‘Super Tuesday’ Ue
Accogliere con urgenza Ucraina e Moldavia per toglierle dai radar di Mosca, senza dimenticare il processo aperto, che originariamente doveva portare alle prime adesioni già dal 2025, con i Balcani occidentali. È seguendo questo doppio binario che l’Europa punta ad allargarsi ulteriormente. L’attenzione massima, inevitabilmente, è al confine con la Russia. L’adesione di Ucraina e Moldavia è percepita come una priorità da tante cancellerie Ue, come testimonia anche l’annuncio di lunedì sulla nascita di una Coalizione antibalistica a scopi difensivi tra Kiev, Londra e nove Stati membri Ue, tra cui l’Italia, per costruire uno scudo difensivo contro possibili attacchi esterni. “Entrambi i Paesi – ha detto non a caso Kos riferendosi proprio a Moldavia e Ucraina – contribuiranno all’architettura della sicurezza europea”. Per l’Albania, invece, la commissaria ha parlato di un “momento spartiacque“, con l’avvio della fase di chiusura dei primi capitoli negoziali. Il Montenegro, definito il “frontrunner” del processo di allargamento, chiuderà invece altri due capitoli, raggiungendo quota 18 su 33, “più della metà” del totale. Una volta che tutti i capitoli saranno chiusi, la Commissione Ue elaborerà un parere e, se sarà positivo, verrà scritto il testo del trattato d’adesione che dovrà ricevere l’ok di Commissione, Parlamento e Consiglio Ue, prima della ratifica di tutti gli Stati membri e del Paese aderente. “È certamente una giornata da celebrare – ha aggiunto Kos -, ma anche un giorno per guardare al futuro e lavorare ancora più sodo. Abbiamo il sostegno degli Stati membri, ma solo se i Paesi candidati continueranno a mantenere gli impegni e a produrre risultati”.












