di
Benedetta Boldrin
Due boutique, a Trani e Bari, e l’idea di «fare del retail un brand»: come lavora Nugnes, come usa l’e-commerce e quali sono i piani per il futuro
«Fare del retail un brand». Beppe Nugnes è figlio, e nipote, d’arte: fu suo nonno, negli anni Venti, ad aprire una sartoria, il padre e lo zio negli anni Cinquanta le accostarono una boutique. Siamo a Trani, in Puglia. Beppe aveva 14 anni quando cominciò a frequentare questi ambienti, a vedere come venivano seguiti i clienti e ad ascoltare le loro confidenze durante le prove degli abiti. Poi è stato il suo turno. Nel 1999 Beppe ha acquisito la proprietà del negozio Nugnes e, anche se nel frattempo la sartoria era stata chiusa, lui ha sempre in mente quell’impostazione, quella personalizzazione degli abiti per i clienti. E con questo spirito parla di «brand», con l’obiettivo di «creare qualcosa che rimanga nel tempo».
E cos’è, allora, Nugnese? «Lusso in stile mediterraneo». Che come prima caratteristica ha l’ospitalità. «Vogliamo far vivere a chi viene da noi l’esperienza dello stare in uno spazio dove essere accolto in maniera naturale, come un ospite a casa»: Beppe spiega che questa è l’intenzione nelle due boutique, quella storica a Trani nei mille metri quadrati di Palazzo Pugliese e la nuova apertura a Bari, dove si trovano decine di marchi da Cèline a Miu Miu a Dolce&Gabbana, fino ad Aspesi e Carharrt. «Devi essere parte di un racconto - dice - Entriamo in punta di piedi nella vita delle persone per poter dare loro modo, attraverso gli abiti, di far venir fuori il proprio pensiero, la propria personalità, ciò che desiderano in quel momento».









