Dopo George Clooney, andrà a Ellen Burstyn il secondo Leone d'oro alla carriera della 83/a Mostra del cinema di Venezia. L'attrice, vincitrice dell'Oscar per "Alice non abita più qui" di Martin Scorsese, sarà premiata in occasione della presentazione del cortometraggio di Maggie Gyllenhaal "Flesh Impact", dedicato a Marilyn Monroe in occasione del centenario della sua nascita, e interpretato dalla stessa Burstyn.

«Onorata e felice» Ellen Burstyn, nell'accettare la proposta, ha dichiarato: «Wow! Non solo ho la possibilità di viaggiare in una delle mie città preferite in assoluto in tutto il mondo... ma me ne torno a casa stringendo tra le braccia un Leone d'oro! Il Leone d'oro alla carriera della Mostra del Cinema di Venezia! Mi sento così onorata — così felice — così piena di gratitudine! Davvero wow!».La carriera Ellen Burstyn, al secolo Edna Rae Gillooly, è nata a Detroit nel 1932 in una famiglia difficile, tanto che ha lasciato la casa materna prima di terminare le scuole superiori. Ha svolto diversi lavori prima di debuttare a Broadway nel 1957. Ha studiato presso l'Actors Studio, raggiungendo il successo con i ruoli in L'esorcista e The last picture show. Oltre all'Oscar, ha vinto un Tony Award nel 1975 per Same Time, Next Year, un Golden Globe nel 1979 e due Emmy.Le motivazioni A proposito di questo riconoscimento, il Direttore Alberto Barbera ha affermato: «Interprete di rara intensità e verità, Ellen Burstyn ha attraversato oltre cinquant'anni di cinema americano restituendo profondità e complessità a personaggi femminili indimenticabili, capaci di incarnare le contraddizioni e le trasformazioni della donna contemporanea. Rivelatasi con L'ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich, ritratto crepuscolare della provincia americana, e consacrata dal successo planetario de L'esorcista di William Friedkin, Burstyn ha conquistato l'Oscar come miglior attrice con Alice non abita più qui di Martin Scorsese, film manifesto sulla riconquista di identità e libertà femminile. Negli anni ha collaborato con alcuni dei più importanti registi dell'epoca: Alain Resnais in Providence, Paul Schrader in Hardcore, Bob Rafelson ne Il re dei giardini di Marvin, Paul Mazurski in Il mondo di Alex e Harry e Tonto, Darren Aronofsky in Requiem for a Dream e Cristopher Nolan in Interstellar, per non citare che alcuni degli oltre 150 film da lei interpretati. Presidente dell'Actors Studio, Burstyn ha fatto della fragilità e della disciplina metodica gli strumenti di una recitazione fondata sulla verità emotiva, sull'ascolto e sulla generosità verso i propri personaggi. La sua arte, capace di illuminare il dolore e la resilienza quotidiana con dignità, ironia e coraggio, resta un modello assoluto di autenticità interpretativa e di impegno civile nel mestiere dell'attrice."