lectio magistralis
di
Leonardo Maria Del Vecchio
«Quando è morto mio padre, di notte mi spezzavo. Poi ho capito: non ero condannato, ero solo stanco»: la lectio magistralis di Del Vecchio per il conferimento della laurea honoris causa a Roma Tor Vergata
L’Università di Roma Tor Vergata ha conferito a Leonardo Maria Del Vecchio la laurea honoris causa in Diritto, innovazione tecnologica e sostenibilità. Il riconoscimento «intende celebrare il lavoro svolto dal neo-laureato alla guida della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, le cui iniziative di prevenzione visiva hanno offerto un supporto tangibile alle categorie fragili, favorendo l'equità sociale e lo sviluppo del benessere collettivo».Di seguito, la lectio magistralis che ha rivolto agli studenti durante la cerimonia.APERTURAMagnifico Rettore, Signora Ministra, Autorità, ricevo questa laurea con gratitudine e con misura. Ringrazio l'Università di Roma Tor Vergata e il professor Carlo Nucci: il nostro incontro è nato da un progetto concreto, il Campus Visivo. Mille visite gratuite agli studenti di questo ateneo. E, grazie alla Conferenza dei rettori delle Università italiane, molte altre, nel prossimo futuro. Perché a volte una disuguaglianza non entra dalla porta principale: entra da una lente mancata. Prima i fatti. Poi le parole. Ringrazio la Signora Ministra Anna Maria Bernini. Dal primo giorno, un tavolo del fare, non una passerella. Dopo dieci minuti, mi ha detto: «Chiamami Anna Maria». Quando si lavora per qualcosa di più grande, i ruoli non diventano muri. Mi è stato detto che sono il più giovane, nella storia italiana, a ricevere un riconoscimento simile. Non voglio farne un trofeo. Voglio reggerne il peso. Non mi assolve: mi toglie ogni alibi. Io non avrei dovuto essere qui.











