"Restituire rappresentanza agli italiani"
Ottavia Munari
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Conto alla rovescia, siamo entrati nella fase saliente della legge elettorale. Scade oggi, a mezzogiorno in punto, il termine per gli ordini del giorno. Consegnati ieri, invece, tutti gli emendamenti. Come ampiamente preannunciato nelle scorse settimane, Fratelli d’Italia – con Noi Moderati e Unione di Centro – ha calato sul tavolo il suo poker d’assi. Ora le fatidiche preferenze sono state presentate, e al momento non sono state sottoscritte dagli altri alleati di governo Lega e Forza Italia. “Ad eccezione del capolista”, si premette nell’emendamento, “l’elettore può esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista”. Il voto di preferenza, si legge, si esprime tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e cognome del candidato prescelto. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. Il numero dei candidati è, in ogni caso, pari a sette, compreso il capolista. Nel testo si chiarisce anche che il deputato eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista e in altra posizione è proclamato nel collegio nel quale è eletto in posizione di capolista.











