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Luigi Ippolito

A colloquio con Domenico Bellantone, Console generale d'Italia in Gran Bretagna: nei 4 anni di mandato la struttura ha migliorato drasticamente i suoi servizi. E il Foreign Office lo ha premiato come migliore tra tutti i consoli nella capitale britannica

DAL NOSTRO CORRISPONDENTELONDRA - È il colpo d’occhio la prima cosa che attira l’attenzione: una folla multietnica e multicolore, come quella che si vede nelle strade di Londra. Ma questa è la sala d’attesa del Consolato italiano nella capitale britannica e quelli sono tutti nostri concittadini in fila per rinnovare documenti e inoltrare pratiche. Perché la comunità tricolore in Gran Bretagna è composta al 30% da cittadini naturalizzati: in un certo senso, Londra è un laboratorio sociale e questa è l’Italia che vedremo sempre più nel futuro.

E così gli italiani di Londra sono per una buona fetta originari del Subcontinente indiano, o della Nigeria, che hanno ottenuto la cittadinanza in Italia e poi si sono trasferiti Oltremanica, così come numerosi sono gli oriundi sudamericani: «Sono persone molto legate all’Italia – commenta il Console generale, Domenico Bellantone, che si avvia a concludere in questi giorni il suo mandato di quattro anni – gente che insegna l’italiano ai loro figli».