Pavia Si ritrovano a lavorare insieme alla Juve dopo 35 anni. Frederic “Ricky” Massara e Giovanni Carnevali hanno incrociato i loro sguardi a Pavia, nella stagione 1990-91, quando l’ex prodotto del vivaio del Torino chiudeva il suo periodo trascorso lungo l’Alzaia (1987-1991, 123 presenze e 26 reti tra Serie C1 e Serie C2 e una promozione in C1 al termine dell’annata ’88-89) e il dirigente azzurro tagliava il traguardo del suo primo anno di lavoro alla corte del patron Claudio Achilli, nel ruolo di direttore generale. Qualche giorno fa Massara e Carnevali si sono scambiati una stretta di mano sotto il simbolo della Juventus. Carnevali era già stato nominato nuovo amministratore delegato e direttore generale, proveniente dai 12 anni trascorsi al Sassuolo, Massara (reduce come diesse dalle esperienze con Palermo, Roma, Milan e in Francia al Rennes) nella Juventus ricoprirà il ruolo di Chief football officer, ovvero responsabile della gestione strategica, dello sviluppo e del coordinamento dell'intera area tecnica e sportiva. Di Ricky Massara giocatore del Pavia, ha un ricordo indelebile Antonio Beretta, storico direttore sportivo azzurro: «Massara? Direi un predestinato. Innanzitutto un ragazzo educatissimo, eccezionale, maturo, intelligente. Lo invitavo spesso a casa mia a cena, anche con altri suoi compagni. Mia moglie, non solita a certe considerazioni, mi disse: se quel ragazzo lo vuoi invitare tutte le sere, fallo pure, è davvero piacevole averlo qui tra noi». Direttore Beretta, Massara come arrivò a Pavia? «Lo portai io, insieme ad altri tre giovani, Biasi, Bacci, Danzè. Il tutto rientrava nell’operazione di vendita al Torino di Crippa, che noi acquistammo anni prima dal Seregno. Accaddero un po’ di cose, prima. Il papà di Crippa era amico di Radice, allenatore del Monza, in serie B. Vollero visionare Crippa in ritiro, quell’estate. Poi alla fine non se ne fece nulla e il padre ci chiese di riprenderlo. Poi a novembre Crippa venne venduto al Torino di Luciano Moggi. A fine stagione passò al Napoli per una bella cifra. Il Pavia avrebbe dovuto godere della metà di quei soldi. Moggi naturalmente non ce li diede tutti. Ci fornì una lista di una ventina di nomi di giovani promesse granata. A quei tempi il Torino aveva il miglior settore giovanile d’Italia, sotto la regìa di Vatta. Scegliemmo Massara, Biasi, Bacci e Danzè. Volevamo anche Fuser, ma non venne». Che tipo era in campo e fuori? «Massara era fantastico a livello umano, almeno ogni 15 giorni lo risento volentieri e mi ha invitato più volte a Milanello quando era in rossonero. Da noi fece molto bene, vincemmo anche la C2. Poi lo volle mister Galeone al Pescara, insieme ad Allegri». Massara alla Juve ritrova Carnevali. «Carnevali arrivò a Pavia come dirigente al mio posto, quando io mi spostai in serie D a Voghera. Lo chiamò il patron Achilli, che gli affiancò Angelo Calzavacca». Due grandi manager del calcio, accomunati da un passato al Pavia. «Aggiungerei anche Fabio Paratici (attuale diesse della Fiorentina, ndr), altro ragazzo che portai al Pavia dal Piacenza. Lui e Massara mi hanno sempre chiesto consigli negli anni, il nostro rapporto non si è mai interrotto».
Dal Pavia calcio alla Juve: gli ex azzurri nella dirigenza bianconera
Carnevali e Massara si ritrovano nel club di Torino dopo aver condiviso (35 anni fa) l’esperienza sportiva nel club di via Alzaia







