I ricercatori dell’Università della California - San Diego, in collaborazione con la cinese Unitree, hanno completato con successo la rimozione della cistifellea da due esemplari di maiale: i vantaggi sulla chirurgia robotica attuale
In origine, la parola «chirurgo» (dal greco χειρουργός) indicava colui che operava con le proprie mani: un paradigma valido ancor oggi, 2000 anni dopo, ma che grazie al costante progresso tecnologico assume nuove declinazioni e possibilità. Ed è così che dalle mani «in carne e ossa» si è passati a quelle robotiche: per la prima volta in assoluto, infatti, alcuni chirurghi specializzati si sono serviti di robot umanoidi per portare a termine la prima operazione su animali vivi. Si chiamano Unitree G1, e sono stati messi a punto dall’omonima compagnia cinese, leader nel settore della robotica.
Durante un trial preclinico (pubblicato sulla rivista Nature) i robot, comandati da remoto attraverso un sistema telematico, hanno completato con successo la rimozione della cistifellea da due esemplari di maiale, attraverso un approccio mininvasivo basato sulla laparoscopia. Non sono però robot pronti immediatamente all’uso chirurgico: i ricercatori dell’Università della California - San Diego hanno dovuto realizzare degli adattatori fisici per consentire loro di impugnare correttamente gli strumenti di lavoro, necessari per portare a termine l’operazione.
