di
Francesco Bertolino
I due colossi hanno raddoppiato il loro valore da inizio anno, ma nelle ultime settimane le loro azioni sono crollate, nonostante i profitti record. Hanno corso troppo?
Due produttori di chip valgono metà della capitalizzazione totale della Borsa di Seul. Sull’onda dell’euforia da intelligenza artificiale, hanno più che raddoppiato il loro valore dall’inizio dell’anno, superando di slancio i 1.000 miliardi e trainando l’indice sudcoreano Kospi a un rialzo del 262%, senza pari nel mondo. Hanno realizzato 50 miliardi di utili in tre mesi, quintuplicando il risultato dell’anno precedente. Eppure, da qualche settimana a questa parte, quelle due stesse aziende stanno diventando un problema per i mercati mondiali.
Ieri, lunedì 13 luglio, le azioni di Samsung Electronics e Sk Hynix sono crollate rispettivamente del 10,1 e del 15,4% a Seul, affondando con il loro peso l’intera Borsa sudcoreana (-9%). Sk Hynix è sprofondata anche a Wall Street (-9,3%), dove solo tre giorni fa ha raccolto 26 miliardi di dollari nella più grande ipo mai realizzata da una società straniera a New York. E ha scatenato le vendite su tutte le aziende di semiconduttori: la britannica Arm l’8%, la giapponese Kioxia il 12,9%, le americane Intel e Nvidia il 6,1% e il 3,5%, la taiwanese Tsmc il 2,2%, nonostante abbia registrato un aumento dei ricavi del 36% fra aprile e giugno. Sono tutte aziende con capitalizzazione superiore ai 100 miliardi, in grado perciò di sollevare — o affossare — gli indici globali con le loro performance.









