Lo spirito democratico della Fifa è stato finalmente ribadito dal verdetto sulla squalifica a Balogun

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Adesso è tutto chiaro. Trasparente. Lo spirito democratico della Fifa è stato finalmente ribadito dal verdetto sulla squalifica a Balogun. Dice Infantino che la commissione disciplinare è indipendente, infatti è così indipendente che i suoi 17 componenti non sono stati né consultati, né informati della decisione presa dal presidente della stessa, Mohammad al-Kamali, rappresentante degli Emirati Arabi. Bene le motivazioni della sentenza che non sono state rese pubbliche, la Fifa non ha voluto rispondere alle domande, lo stesso Kamali ha evitato qualunque chiarimento. Non ci sono novità, o meglio la situazione è peggiorata come conferma, a El Pais, Joseph Weiler, costituzionalista statunitense che, a capo dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze, dopo il terremoto e l'arresto a Zurigo dei dirigenti Fifa, nel 2016 fu chiamato da Infantino per far parte della nuova commissione di governance, l'organismo di controllo Fifa. Dopo un anno 4 membri della commissione presentarono le dimissioni, era stata violata la loro indipendenza di giudizio, dice Weiler. "Nel 2017 la Russia propose Vitaly Mutko come nuovo membro del comitato esecutivo della Fifa. Mutko era vice primo ministro di Putin e ministro dello sport, una regola chiara in Fifa vieta qualunque ruolo politico attivo per chi entra a far parte del comitato esecutivo. Avremmo dovuto decidere in 10 minuti, telefonate, mail, incontri segreti per convincerci: Non rovinate il mondiale!, continuarono a minacciarci e infatti, nella successiva assemblea in Bahrein, il presidente della commissione, il portoghese Miguel Maduro, fu destituito e sostituito da un finlandese.