| 14 Luglio 2026 03:01 |
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(Adnkronos) –
La Russia potrebbe sentirsi pronta a lanciare un attacco contro un Paese della Nato già dopo cinque-sette anni dopo la fine della guerra con l’Ucraina, ha spiegato l’analista militare americano Micael Kofman in una conferenza organizzata da Carnegie Endowement for International Peace. Lo scenario di un attacco su vasta scala “è più significativo” rispetto alla possibilità di un attacco limitato, e questo vale anche se molto dipende da come terminerà la guerra in corso, da come saranno impegnate le forze russe lungo la linea di contatto che sarà congelata, precisa riassumendo le conclusioni del recente paper pubblicato su Foreign Affairs “The Next Russia Threat. Moscow’s Military Power After Ukraine”.
Se è vero che Mosca potrebbe non avere le risorse, economiche e demografiche, per sostenere in futuro le attuali dimensioni delle forze militari (1,3 milioni di soldati), non tornerà a quelle precedenti alla guerra (850mila). Anche se diverse capacità delle forze russe hanno subito un degrado durante la guerra, a partire da quelle di assalto, altre capacità, dalla precisione degli attacchi, all’elemento tradizionale del sostegno all’artiglieria delle forze, sono molto migliorate negli ultimi anni, così come la capacità di produrre fino a 100mila droni l’anno.






